Di Maio spegne gli entusiasmi: «Alleanza nelle regioni non è all’ordine del giorno». Poi l’affondo ai dem: «Via le concessioni ai Benetton»

Il ministro, che ha parlato a margine della presentazione della scuola di formazione della fondazione Rousseau, sembra avere le idee chiare

Una brusca frenata sul fronte delle possibili alleanze M5s-Pd alle Regionali e un affondo, l’ennesimo, sulla revoca delle concessioni autostradali di Atlantia. Per Luigi Di Maio la presentazione della scuola di formazione della fondazione Rousseau è l’occasione per mettere in chiaro due dei nodi più ostici da sbrogliare nei primi giorni del nuovo governo in coabitazione con i dem.

Perché revocare le concessioni

Il capo politico dei 5 stelle sembra avere le idee chiare: «Su Autostrade andiamo avanti con la volontà di revocare le concessioni ai Benetton, a un’azienda che non ha mantenuto il ponte Morandi e addirittura ha nascosto le carenze manutentive: mi fa piacere che pure per il Pd questa parola non sia più un tabù».

Durante l’incontro ha spiegato che quest’idea non si è mai arenata: «L’iter per la revoca è partito mesi e mesi fa, ma è un iter che bisogna percorrere con molta attenzione per arrivare all’obiettivo. Molto spesso bisogna stare in silenzio e far lavorare gli esperti che abbiamo messo su quel fronte per arrivare a un obiettivo che raggiungeremo perché lo abbiamo messo anche in questo programma di governo: la revoca della concessione per quello che hanno fatto alle 43 vittime del ponte Morandi».

Alle Regionali nessuna alleanza con il Pd

In merito alla possibilità che il M5s possa aprire a un’alleanza col Pd alle regionali, Di Maio spiega: «Il nostro obiettivo nei prossimi mesi é che le regioni siano ben governate ma la parola alleanze con il Pd non è all’ordine del giorno».

A livello nazionale, invece, i rapporti coi dem sembrano essere più che solidi: «Credo che questo esperimento a livello nazionale sia entusiasmante. Non perché ci siamo messi insieme al Pd ma perché è scritto nel programma che vogliamo creare un paese che tra circa 5 anni spegnerà le centrali a carbone e farà una legge sulle trivellazioni e una rivoluzione ecologica».

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