Sicilia, dalla Regione 14 milioni per tre borghi “fantasma”: in uno non c’è neanche un residente

I tre borghi, costruiti negli anni del fascismo, contano in tutto 66 abitanti

Tre borghi rurali costruiti in Sicilia durante gli anni del fascismo ormai quasi disabitati. E 14 milioni di euro stanziati dalla Regione per riqualificarli.

È questo il progetto del governo Musumeci per i Borgo Lupo, in provincia di Catania, il Borgo Bonsignore, nell’Agrigentino ed il Borgo Borzellino, in provincia di Palermo. Costruiti tra il 1939 ed il 1943, al momento contano rispettivamente 15, 51 e 0 abitanti.

La questione dei Borghi fantasma nel Sud Italia è ormai una problematica appurata, alla quale la Regione Sicilia ha scelto di porre rimedio con un generoso stanziamento di fondo – troppo secondo chi, come sul Fatto quotidiano, mette in rapporto i fondi stanziati con il numero di residenti, senza dimenticare altri settori dell’associazionismo, come l’anti-racket, che non godono di finanziamenti così generosi.

Nello specifico, per il recupero di Borgo Lupo sono stati destinati 5 milioni e 775mila euro, mentre ai lavori di riqualificazione di Borgo Bonsignore sono destinati 2 milioni e 500mila. Per il Borgo Borzellino, infine, caso limite dato che non ha residenti, sono stati stanziati 5 milioni e 500mila euro.

«Con questa iniziativa – ha affermato il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci – raggiungiamo due obiettivi: anzitutto, il recupero di uno straordinario patrimonio di architettura rurale appartenente alla storia contadina della nostra Isola e che rischia di scomparire del tutto; e la restituzione a territori poveri dell’entroterra di tre strutture da destinare ad attività compatibili col contesto, a cominciare dall’agriturismo o dal turismo rurale».

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Foto copertina: Sito della Regione Sicilia