Lavori in corso: i 20 deputati del nuovo partito di Renzi, che per ora sono 18

di OPEN

La pattuglia renziana a Montecitorio, a un passo dalla formazione del nuovo gruppo

Come vi abbiamo anticipato ieri, Matteo Renzi ha lanciato il suo nuovo soggetto politico annunciando la creazione di gruppi di 20 deputati alla Camera e 10 al Senato. «Non dico che c’è un numero chiuso, ma quasi» ha risposto a Repubblica. Però, secondo quanto abbiamo ricostruito, finora quel numero magico di 20 deputati (necessario per poter dar vita a un gruppo parlamentare autonomo, secondo il regolamento di Montecitorio) non è stato ancora raggiunto.

L’appello virtuale che abbiamo fatto stamattina porta la somma parziale a quota 18: è certo che alla fine il traguardo sarà raggiunto e magari superato, anche se Renzi stesso ha detto – sempre a Repubblica – che «I gruppi autonomi nasceranno già questa settimana». Ma per ora, a causa anche di inattese “diserzioni” finali, la cifra è quella.

I deputati fuoriusciti

Il vicepresidente della Camera Ettore Rosato, che del nuovo partito sarà coordinatore, Luigi Marattin, che sarà capogruppo, la vice ministra dell’istruzione Anna Ascani, il sottosegretario agli esteri Ivan Scalfarotto, l’ex ministra Maria Elena Boschi, Gennaro Migliore, Michele Anzaldi, Roberto Giachetti, Silvia Fregolent, Marco Di Maio, Luciano Nobili, Lucia Annibali, Mauro Del Barba, Mattia Mor, Nicola Carè, Massimo Ungaro,
Gianfranco Librandi e Matteo Colannino.

Il «primo renziano dell’Umbria» boccia la scissione

Nel frattempo arriva un segnale scoraggiante dall’Umbria, prossima alle elezioni regionali, dove il vicepresidente dell’Assemblea legislativa ed esponente del Pd Marco Vinicio Guasticchi ha bocciato la mossa di Renzi. «Almeno in questa fase la scissione non sia un passaggio strategicamente vincente», ha dichiarato Guasticchi. Nonostante si consideri «il primo renziano dell’Umbria» resterà nel Pd «più convinto che mai».

«Il Pd può, ne sono sicuro, tornare a essere protagonista e potrà farlo fin da ora con il primo test delle regionali – continua Guasticchi.- Il lavoro serio e determinato che sta portando avanti il commissario Walter Verini, per costruire una seria e competitiva alternativa alla destra mi trova in piena sintonia. Sarò al suo fianco per quello che potrò fare con umiltà, coerenza, determinazione e amore per questa straordinaria terra che è l’Umbria e i suoi abitanti. Il Pd è la mia casa e lo sarà ancora».

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