Scissione Dem, Faraone: «Il Pd rischia di diventare una grande LeU». Fedeli: «Marcucci si è commosso» – Video

All’assemblea dei senatori non hanno partecipato Matteo Renzi e gli scissionisti. Lunedì convocata la direzione Pd

Il capogruppo dei senatori Pd Andrea Marcucci ha riunito a Palazzo Madama i colleghi per comunicare ufficialmente la volontà di rimanere nel Pd. «Si è anche commosso» ha spiegato uscendo dall’assemblea la senatrice Valeria Fedeli, nel giorno in cui la scissione promossa da Matteo Renzi porterà alla nascita di un nuovo gruppo parlamentare alla Camera e al Senato.

Ma nel primo pomeriggio i numeri dei parlamentari che hanno aderito a ‘Italia Viva’ non sono ancora ufficiali: se il renziano Davide Faraone ipotizza 15-16 senatori, il capogruppo Andrea Marcucci riferisce di avere avuto comunicazione di un numero leggermente inferiore (a Palazzo Madama servono minimo 10 senatori per formare un nuovo gruppo parlamentare): «Ho parlato con quasi tutti i senatori. Ho detto a Matteo Renzi che sta sbagliando», ha affermato Marcucci. Per il senatore Faraone «non ci sarà alcun pericolo per il governo. Sarebbe da Tso far nascere il governo Conte 2, creare un nuovo gruppo e poi fare cadere l’esecutivo».

Le trattative sono ancora in corso, mentre i parlamentari Dem (scissionisti compresi) si trovano negli uffici dei gruppi parlamentari. Separati, ma sullo stesso piano. Così come ieri sera, a Roma, c’è stata una prima rappresentazione plastica delle nuove formazioni: gli scissionisti a cena a casa del deputato Dem (ex Scelta Civica) Gianfranco Librandi con Matteo Renzi; chi ha scelto di rimanere nel Pd, ma un tempo convintamente renziano, in un ristorante del centro. «Deve prevalere il rispetto per quelli che escono e quelli che rimangono. Siamo stati insieme fino a un minuto fa», ha spiegato il senatore Pd Gianni Pittella.

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