Sondaggio Emg Acqua, gli elettori Pd spaccati sulla scissione di Renzi: la prima stima di Italia Viva, quanto vale

Secondo il 40% degli elettori Renzi non avrebbe fatto bene a separarsi dal Pd

Secondo un sondaggio Emg Acqua presentato oggi ad Agorà, il programma condotto da Serena Bortone su Raitre, per il 26% degli elettori del Pd Matteo Renzi ha fatto bene a separarsi dal Pd (“certamente sì” il 9%, “probabilmente sì” il 17%).

Nel totale degli elettori sono il 31% ad esprimersi favorevolmente (“certamente sì” il 10%, “probabilmente sì” il 21%). Nettamente contrario all’interno dell’elettorato Pd è il 10%, mentre sul totale degli elettori il 40% dice che Renzi non ha fatto bene a separarsi dal Pd.

Sugli effetti della scissione per la maggioranza degli elettori non cambierà niente al governo. A pensare che l’uscita di Renzi non avrà effetti sull’esecutivo è la stessa percentuale, il 45%, del totale degli elettori, mentre il 37% degli elettori totali è convinto che la scissione indebolirà il Conte bis. Per il 70% degli elettori del Movimento 5 stelle non cambierà nulla, mentre per il 12% sarà meno forte. Per il 50% degli elettori della Lega, l’esecutivo sarà meno forte, per il 34% non cambierà nulla.

Dopo il terremoto scatenato dall’annuncio di Renzi cambiano anche le intenzioni di voto. Il nuovo partito Italia Viva è dato al 3,4% delle preferenze. Cala, di poco, la Lega, che rimane stabile sopra il 30%. Scende nelle preferenze anche il Partito Democratico che perde 2,8 punti percentuali rispetto alle intenzioni di voto del 12 settembre, fermandosi a un 20,2% di preferenze. Anche il Movimento 5 stelle non guadagna consensi, passando dal 19,7% al 18,5%. Cresce, invece, Fratelli d’Italia. Il partito guidato da Giorgia Meloni sale di un 0,3%.

Sulla fiducia nei leader di partito è Matteo Salvini il primo in Italia con il 40%. Segue Giuseppe Conte con il 39%, Giorgia Meloni al 29% e Luigi Di Maio al 28%. Nicola Zingaretti al quinto posto, 23%. Berlusconi al 17% e infine Matteo Renzi col 16%.

Sul nuovo governo continua a rimanere un sentimento prevalentemente negativo. Il 48% afferma di non avere una percezione positivo della nuova maggioranza e solo il 5% ha dichiarato di porre fiducia nella nuova formazione al governo.

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