La prof di Salerno bullizzata già dieci anni fa: c’è un nuovo video – Esclusiva

Non basta il tormentone «Bassano sei tu?», non bastano i social pieni dei suoi video girati in classe a Salerno. Adesso salta fuori dell’altro

C’è un video che risale a dieci anni fa. Siamo nel 2009 quando la prof di Salerno, protagonista suo malgrado del tormentone «Bassano sei tu?», veniva bullizzata dai suoi allievi che, in quel caso, le lanciavano addosso delle palline di carta durante l’orario scolastico. Lei, immobile, come si vede dal video, non si scompone, non riesce nemmeno a difendersi. Sembra terrorizzata. Questa volta le immagini, che Open pubblica per la prima volta, vengono da un altro istituto, non quindi dal Regina Margherita di Salerno, e sono datate 17 maggio 2009.

Gessetti sbriciolati sulla sua testa

In altre parole, quell’incubo, per la docente, che insegna diritto, è cominciato anni fa. Oltre alle palline di carta lanciate addosso, si sarebbero registrati altri gravi episodi, come ci racconta una fonte: dai gessetti sbriciolati sulla sua testa a un pesce di stoffa, intriso di gessetto, messo sulla sedia della prof così da sporcarla.

«Tutti sapevano»

«Non riusciva a gestire la classe, tutti sapevano di questa situazione. Dai bidelli alla preside ma nessuno ha mai preso provvedimenti» ci raccontano. In classe, mentre la prof cercava di fare lezione, «c’era chi giocava a carte e chi si fumava una sigaretta in bagno». Caos assoluto dove la scena che si ripeteva era sempre la stessa. Lei che, alle prese con l’appello, finiva per bloccarsi su un nome, scatenando l’ilarità generale.

Il caso di Salerno

Questo, dunque, è quello che accadeva in un altro istituto della Campania, non al Regina Margherita, finito nell’occhio del ciclone dopo la pubblicazione di centinaia di video che, ancora adesso, sono visibili sui social network, moltiplicandosi di ora in ora e generando migliaia di visualizzazioni (e commenti) su Youtube, Facebook e Instagram.

Il ragazzo protagonista del video «Bassano sei tu?», in pochi giorni, è diventato quasi una “star” con 38,3mila follower e centinaia di commenti su Instagram.

Il profilo Instagram di Bassano con 38,3mila follower

Video già in rete il 13 settembre

La scuola adesso vuole vederci chiaro: ha avviato un’indagine interna e convocato, come dimostrato da Open che ha pubblicato la circolare, un consiglio di classe avente all’ordine del giorno proprio la «verifica e le decisioni in merito al video virale del 14/09/2019». Video che, in realtà, come vi mostriamo, era già presente il giorno prima, il 13 settembre su YouTube.

Su YouTube video online già dal 13 settembre 2019

Open ha anche chiesto, invano, di poter parlare con la dirigente scolastica del Regina Margherita di Salerno per chiarire meglio la dinamica dei fatti. La stessa preside che, poi, si è scagliata contro chi, probabilmente un estraneo (e non dunque i suoi allievi), ha diffuso questi video in rete. Filmati, è doveroso ricordarlo, risalenti ad almeno due anni fa.

La replica del governatore campano

«Si tratta di una docente intimidita, offesa e derisa. Quando si fanno queste cose si perde l’anno scolastico, e vai fuori. Questo eccesso di tolleranza e buonismo rischia di rovinare un’intera generazione. La vita non è un grande carnevale, non è una festa al bar», questo il commento del governatore della Regione Campania Vincenzo De Luca a Liratv.

Cosa si vede nei filmati di Salerno

In totale sono almeno cinque, come ricostruito da Open, i video finiti in rete nei quali si vede la docente che non riesce a completare l’appello. Ripete più volte il cognome di un allievo – «Bassano sei tu?» – e poi, in un secondo filmato, viene presa in giro da un giovane che si avvicina alla cattedra con passo da dinosauro, “ruggendo” a pochi centimetri dal suo volto.

Con passo da dinosauro si avvicina alla prof e “ruggisce”

Dalle bestemmie alle urla, dalle risatine alle battute «Questa è da Oscar» o «Sì, chiami la CIA, l’FBI», che hanno portato la Polizia postale a indagare e l’Ufficio scolastico regionale della Campania a seguire passo dopo passo la vicenda.

Video: Elaborazione per Open. Sono state camuffate le voci e oscurati i volti per garantire l’anonimato della vittima e la tutela dei minori coinvolti in questa vicenda

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