Siri, la giunta per le immunità dà il via libera al sequestro del computer

La richiesta arriva dal tribunale di Milano. Ora, il sì della giunta dovrà essere confermato dall’Aula

Via libera al sequestro del computer di Armando Siri, ex sottosegretario leghista ai trasporti, dalla giunta per le Immunità del Senato. Ci sono stati 13 voti favorevoli e 8 contrari.

La richiesta è partita dal tribunale di Milano e il sì della giunta dovrà essere confermato dall’Aula. La Giunta ha infine incardinato nella seduta odierna un’altra richiesta di sequestro giunta sempre dal Tribunale di Milano sulla stessa inchiesta. Si tratta di un telefono cellulare di un collaboratore del senatore Siri.

Il 6 agosto la Giunta aveva esamitato la domanda di autorizzazione a eseguire il sequestro del pc e a Siri era stato assegnato tempo fino al 30 agosto per presentare le memorie difensive. Con la crisi di governo l’iter però si era fermato.

I pc erano stati rinvenuti lo scorso luglio durante una perquisizione della Guardia di Finanza nell’ambito dell’inchiesta per autoriciclaggio che vede indagato il leghista per due mutui ottenuti da una Banca di San Marino.

I pm di Milano però non avevano potuto procedere direttamente con il sequestro perché secondo legge che tutela i membri del parlamento è il Senato che deve dare l’autorizzazione.

Oltre ai documenti sui mutui, da computer potrebbero emergere anche nuovi dettagli sull’altra inchiesta che vede al centro Siri: i legami con Paolo Arata considerato vicino a Vito Nicastri, il re dell’eolico che avrebbe finanziato la latitanza di Matteo Messina Denaro.

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