Fico segue Spadafora: «No alla finale di Champions in Turchia»

Il presidente della Camera spiega: «La finale, quella partita, non va tenuta in un Paese che dichiara guerra a uno Stato confinante e debole»

Anche il presidente della Camera Roberto Fico sostiene la proposta di non giocare in Turchia la finale di Champions League dopo l’attacco contro i curdi: «Sarebbe giusto. Condivido la lettera del ministro Spadafora». E spiega, intervenendo alla trasmissione Carta Bianca in onda su Rai Tre: «La finale, quella partita, non va tenuta in un Paese che dichiara guerra a uno Stato confinante e debole».

Per l’esponente del Movimento 5 Stelle «la Ue è troppo timida in politica estera. Deve averne una comune, per la Libia come per la Siria e i curdi». Riferendosi alle posizioni degli Usa e della Russia nell’area, ha aggiunto: «La situazione al momento è molto complessa».

Il ministro dello Sport Vincenzo Spadafora ieri aveva deciso di intraprendere un’azione formale inviando una lettera al presidente della Uefa per opporsi all’appuntamento sportivo in Turchia. La lettera era stata pubblicata dallo stesso Spadafora sul suo profilo Instagram.

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A seguito dell'offensiva turca ai danni del popolo curdo, ho deciso di scrivere una lettera al Presidente dell'UEFA sull'opportunità di disputare la Finale di @championsleague a Istanbul. Vi propongo qui il testo integrale: Egregio Presidente Ceferin, a seguito dei gravissimi atti contro la popolazione civile curda avvenuti negli ultimi giorni, il Consiglio degli Affari esteri dell’Unione Europea è appena intervenuto ufficialmente: “L’Unione europea condanna l’azione militare della Turchia che mina seriamente la stabilità e la sicurezza di tutta la regione”. Parole nette che interpretano il sentimento diffuso nell’opinione pubblica europea ed italiana. Le notizie di violazioni dei diritti umani, di crimini contro i civili e dell’uccisione di attivisti come Hevrin Khalaf hanno profondamente colpito la comunità internazionale. Ricordo che l’Assemblea generale delle Nazioni Unite promuove da anni la “Giornata internazionale dello sport per lo sviluppo e la pace” ogni 6 aprile, riconoscendo allo sport un importante valore sociale e culturale. Per tutti questi motivi, in qualità di Ministro per lo Sport del Governo italiano, le chiedo di valutare se non sia inopportuno mantenere, ad Istanbul, la finale della Uefa Champions League in programma per il prossimo 30 maggio. Sappiamo bene che la drammaticità di quanto sta avvenendo in Siria non si risolverà con questo atto, ma siamo tutti consapevoli dell’importanza – politica, mediatica, economica, culturale – che riveste uno degli appuntamenti sportivi più importanti a livello mondiale. Consapevole delle numerose implicazioni, e rispettando l’autonomia dell’organo da Lei presieduto, mi auguro che il calcio europeo nella sua massima espressione possa, per il suo tramite, prendere la scelta più coraggiosa e dimostrare, ancora una volta, che lo sport è uno strumento di pace. Confidando in un positivo riscontro porgo cordiali saluti. Vincenzo Spadafora Ministro per le Politiche giovanili e lo sport della Repubblica Italiana

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Oggi la Uefa ha aperto un’indagine sul duplice gesto di saluto militare compiuto dai giocatori della Turchia nel corso delle due partite di qualificazione a Euro 2020 contro Albania e Francia.

Un ispettore è stato incaricato di indagare su «un comportamento di potenziale provocazione politica». Non si tratta ancora di un vero e proprio deferimento, perché il gesto dei giocatori non era stato riportato in referto dagli ispettori presenti allo stadio.

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