Un nuovo partito dei cattolici? Il piano riservato all’ombra del Vaticano: contro la destra, alternativi alla sinistra

Pensare di arrivare ai numeri della Dc, adesso, sarebbe un’illusione. Ma le figure di spicco e una rete capillare su tutto il territorio, potrebbero dare un peso specifico al nuovo partito in vista delle elezioni regionali

Come primo obiettivo, il nuovo gruppo punta alle elezioni regionali che si terranno la prossima primavera. Un collegamento nazionale per le centinaia di liste civiche e realtà associative già diffuse, capillarmente, sul territorio italiano. Oggi 31 ottobre sarà diffuso il manifesto del partito, nato con l’idea di essere autonomo dalle forze politiche esistenti proprio per attirare quella fetta di elettorato che non condivide le idee sovraniste della destra italiana, ma che non si riconosce con una sinistra che sembra aver preso le distanze dal tessuto sociale e dal mondo del lavoro.

Un progetto di post Dc?

«Antagonisti della destra, alternativi alla sinistra». Tra i firmatari del manifesto che lancia la nuova entità politica, c’è Stefano Zamagni: è il capo della Pontificia Accademia delle scienze sociali ed è una delle cariche laiche più influenti in Vaticano. Benché compaiano membri di spicco di Cei e Santa Sede, è evidente che la Chiesa abbia dato una sua benedizione al nuovo partito: è stato il cardinale Gualtiero Bassetti a lanciare l’idea di formare una nuova forza in Italia per dare ai valori cattolici più peso politico. Questa potrebbe essere una risposta al suo invito. Ma sono troppo lontani i tempi in cui la Democrazia cristiana governava il Paese per ritenere il nuovo gruppo in grado di condizionare l’attività parlamentare italiana.

Le tre forze

Nessuna velleità di essere una nuova Dc, dunque. Ma ci sono tre aree d’influenza che convergono nella formazione e, tutte e tre, sono di rilievo nazionale. Il primo gruppo che dà il suo apporto è quello di Politica insieme: ne fa parte proprio Stefano Zamagni, l’economista che ha un rapporto privilegiato con Papa Francesco per quanto riguarda l’indirizzo politico della Chiesa. Poi c’è Rete bianca, gruppo che riunisce molti ex parlamentari: tra gli altri, Andrea Olivero, ex viceministro dell’Agricoltura del governo Monti, Enzo Carra e Lorenzo Dellai. La terza forza che confluisce nel nuovo partito è Costruire insieme, alla quale fa riferimento anche il senatore Ivo Tarolli.

Preoccupati da Salvini

Ma c’è una rete di associazioni e movimenti territoriali davvero fitta. Molte, poi, le organizzazioni che traggono ispirazione dal pensiero di Alcide De Gasperi, Giorgio La Pira e Luigi Sturzo. Partecipano anche componenti dell’Ucid, Unione cristiana imprenditori dirigenti, e dell’Aidu, Associazione italiana docenti universitari. In totale, circa 500 persone hanno sottoscritto il manifesto di lancio della nuova entità. L’urgenza di partire con questo nuovo gruppo è data, secondo voci vicine alla nuova formazione, dal consenso per Matteo Salvini, che ha cominciato a dilagare anche tra i cattolici, e dall’allontanamento del centrosinistra con le realtà sociali e il mondo del lavoro.

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