Si è dimesso il leghista Rodelli che definì Liliana Segre «una nonnetta ben educata e mai eletta»

Il segretario cittadino della Lega a Lecce, Riccardo Rodelli, aveva anche definito la senatrice a vita e testimone della Shoah «La Mrs. Doubtfire di Palazzo Madama»

«Commissione sovietica», «commissione di censura», «commissione trappola». Sono tanti gli appellativi utilizzati dal centrodestra per definire la Commissione straordinaria per il contrasto dei fenomeni di intolleranza, razzismo, antisemitismo, istigazione all’odio e alla violenza su basi etniche e religiose promossa dalla senatrice a vita Liliana Segre, superstite dell’Olocausto e testimone della Shoah. 

Se da un lato alcuni esponenti del centrodestra hanno applaudito la senatrice a vita e le hanno espresso solidarietà per gli oltre 200 insulti di cui è vittima quotidianamente, dall’altro l’opposizione ha deciso di astenersi nel voto. Ambiguità che ha portato non poche tensioni, in particolare all’interno di Forza Italia.

Un’astensione che ha fatto sentire la senatrice Segre «una marziana in Senato», e che nella sua «semplicità di proposta» pensava di «poter mettere, almeno per una volta, tutti d’accordo nel contrastare l’odio generalizzato». 

Ma così non è stato. E se il dibattito sull’astensione ormai sta andando avanti da diversi giorni, Riccardo Rodelli, segretario cittadino della Lega a Lecce, ha invece travalicato il commento sulla mozione Segre con una nota il commento (pubblicata sul Corriere Salentino), in cui ha definito la senatrice a vita «una nonnetta ben educata e mai eletta», nonché «La Mrs. Doubtfire di Palazzo Madama».

Parole che non sono passate inosservate e, dopo 24 ore di aspre critiche nei confronti del segretario cittadino della Lega, hanno portato alle dimissioni di Riccardo Rodelli. A comunicarlo è stato Gianni De Blasi, coordinatore provinciale del Carroccio in Salento. 

L’azzeramento delle deleghe e del direttivo leghista a Lecce

«A Rodelli – scrive De Blasi – riconosco di essersi assunto per intero la responsabilità di quanto detto sulla senatrice Liliana Segre. Ha chiarito di aver espresso quelle parole esclusivamente a titolo personale, e non nelle vesti di responsabile del nostro partito. Per quanto mi riguarda ritengo che le parole debbano avere sempre un senso e un peso». 

«E che – prosegue De Blasi – pur nella durezza dello scontro politico, non si debba mai travalicare il limite. A maggior ragione nei confronti di chi ha vissuto sulla propria pelle le atrocità dell’Olocausto. Da coordinatore provinciale della Lega, a partire da oggi assumo personalmente la responsabilità della Segreteria cittadina a Lecce. E, come primo atto, procedo all’azzeramento di tutte le deleghe che, appena qualche mese fa, erano state assegnate nel capoluogo salentino».

Le scuse di Riccardo Rodelli 

Rodelli ha diramato una nota di scuse per le parole ingiuriose rivolte alla senatrice a vita: «Chi ha vissuto la tragedia dei campi di concentramento e dell’Olocausto merita incondizionato rispetto e difesa. Ciò che contesto è aver accostato all’immane tragedia della Shoah, vicende invece opinabili e sulle quali c’è un dibattito politico aperto, come la regolamentazione dell’immigrazione».

L’ormai ex segretario cittadino ha riconosciuto di «aver utilizzato una ironia non appropriata per contestare la figura politica della senatrice Segre, della quale non condivido posizioni ideologiche», scusandosi. «Al contrario – si legge ancora – mi sento a lei vicina per le violenze subite proprio per le ragioni anzidette, perché l’abominio della Shoah non è paragonabile a nessun’altra lite politica». 

«Mi auguro – ha chiosato infine Rodelli – che la fermezza con cui si difende l’onorabilità della senatrice Segre, mai messa in discussione da parte mia, venga utilizzata per difendere tutti, anche quelli di cui non si condivide il percorso politico». 

Rodelli: «Segre vecchietta ben educata, mai eletta»

Riccardo Rodelli, oltre a definire la commissione Segre una “trappola” (usando le stesse parole usate da Franco Bechis nel suo editoriale del 1 novembre su Il Tempo), ha deciso di andare ben oltre, definendo – nero su bianco – la senatrice a vita «una vecchietta ben educata, reduce dai campi di concentramento, mai eletta», nonché «la Mrs. Doubtfire di palazzo Madama». 

«Le rivoluzioni si inaugurano con le nuove parole – scrive Rodelli nella nota – e dittature con l’abrogazione, la proibizione, la mutazione delle parole. Ovvio che corra ai rimedi – dice in riferimento al Pd e quella che definisce “la sinistra”, come si evince dalla nota – ovviamente ammantati dei più santi e venerabili principi provvisori che contraddistinguono la loro etica imputridita di doppiopesismo e doppia e magari tripla morale».

«Usando – prosegue il leghista leccese – come avanguardia e maschera un personaggio che non possa essere “attaccato”: una vecchietta ben educata, reduce dai campi di concentramento, mai eletta. La Mrs. Doubtfire di palazzo Madama. Ed ecco servito il ricatto, l’estorsione perfetta. L’avvertimento minaccioso e sinistro col quale ti tapperanno la bocca: perché non puoi dire più niente, devi chinare la testa, tacere, accettare di bere sino in fondo il calice dell’amarezza».

Rodelli: «Inquietanti parole di una nonnetta»

«E allora che significa “Commissione sull’Antirazzismo e l’odio”? La verità è nelle ultime inquietanti parole che la nonnetta, a nome del PD che l’ha redatta, dove per odio, razzismo e intolleranza si intende “ogni forma” di “nazionalismo”, “etnocentrismo” e similia», accusa Rodelli.

«In pratica: il “prima gli italiani” e solo quello. È Salvini e i salviniani l’unico scopo. Come è Salvini il solo scopo di questo governo. Il suo internamento in un solitario campo di concentramento, dove attenti agli altri, molti potrebbero andare a fargli compagnia per un commento su Facebook», prosegue Rodelli. 

«La sinistra – si legge ancora  nel comunicato – invece di combattere i suoi nemici esterni ritornando a fare quanto aveva fatto in passato, tenta di farlo vietando e limitando la libera espressione di pensiero fingendosi garantista ma divenendo in realtà liberticida».

«Del resto cosa fanno i dittatori se non “creare” una realtà immaginaria e farne una emergenza. Si dirà: ma non lo fa anche Salvini con l’immigrazione? NO, Salvini ha preso atto di quanto un intero popolo constatava e toccava con mano uscendo fuori dalla porta di casa», chiosa infine Rodelli.

Un comunicato da cui diversi esponenti della Lega hanno preso le distanze.

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