ArcelorMittal, Di Maio lancia la sfida sovranista a Salvini e Meloni: «Orban combatte le multinazionali, e loro?»

Il leader del M5s provoca leghisti e meloniani sul loro stesso terreno, in un’inedita gara a chi è più sovranista nella trattativa per salvare l’acciaieria di Taranto

Per Luigi Di Maio, ancora impegnato nella missione in Cina, quella su ArcelorMittal e lo stabilimento di Taranto è una battaglia «per la sovranità italiana». Un affondo che, con questi termini, non sembra riguardare solo la multinazionale franco-indiana, ma anche l’ex alleato leghista, che proprio del sovranismo ha fatto la sua bandiera.

Con un lungo post su Facebook, Di Maio rilancia l’appello all’unità nazionale lanciato dal ministro Patuanelli oggi alla Camera. E si rivolge alle opposizioni, quindi anche alla Lega e Fratelli d’Italia, che secondo Di Maio hanno «una posizione controversa».

E lo fa tirando in ballo uno dei simboli del sovranismo europeo come il presidente ungherese Victor Orban: «il loro idolo, in Ungheria combatte infatti le multinazionali, nazionalizzando addirittura le Banche. Gli mette nuove tasse e li vuole cacciare via dalla gestione di servizi strategici, come gas e luce».

Arcelor Mittal è una multinazionale estera che ha firmato un contratto con lo Stato impegnandosi ad assumere 10.500…

Posted by Luigi Di Maio on Thursday, November 7, 2019

In Italia, invece, le reazioni dei sovranisti italiani sarebbero state di «resa senza condizioni», scrive Di Maio. Per esempio Salvini, che ha chiesto la reintroduzione dell’immunità, il famoso scudo penale bocciato dal M5s proprio col passato governo, quello con i leghisti: «Tra un po’ gli portano anche la scorzetta di limone – prende in giro Di Maio – Senza contare che la multinazionale ha già detto che lo scudo non c’entra e che comunque loro lasceranno per strada 5mila persone. Siamo arrivati al paradosso che la multinazionale fa leva sui sovranisti per piegare la volontà dello Stato».

«In questi giorni ci sarà da far rispettare la sovranità dello Stato – ribadisce Di Maio – E non lo potranno fare i camerieri delle multinazionali travestiti da sovranisti. Dovranno farlo le persone di buon senso. Unite e tutte dalla stessa parte, quella della città di Taranto, dei suoi cittadini e dei suoi lavoratori. Il Movimento 5 Stelle ci sarà».

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