Falsi report sui viadotti, interdittiva per 11 manutentori di Autostrade per l’Italia

I tecnici non avrebbero eseguito le ispezioni ne tunnel sotto il manto stradale, di fatto dando una valutazione della salute dei viadotti senza avere valutato un elemento importante

Il tribunale del Riesame ha accolto la richiesta della procura di Genova che aveva chiesto l’ interdizione di 11 tra ex dirigenti e tecnici di Spea, la società che si occupava di manutenzione e monitoraggio per Autostrade.

Il pubblico ministero Walter Cotugno, che coordina l’inchiesta bis sui falsi report, aveva chiesto due volte arresti e interdizioni ma il gip aveva respinto. Due settimane fa il magistrato aveva fatto appello al riesame modificando le richieste e chiedendo l’interdizione per tutti.

La decisione non è immediatamente esecutiva e i legali possono ancora impugnarla in Cassazione. Secondo l’accusa e le indagini della Guardia di Finanza, i tecnici non avrebbero eseguito le ispezioni nei cassoni (i tunnel sotto il manto stradale) di fatto dando una valutazione della salute dei viadotti senza avere valutato un elemento importante. Anche dopo il crollo del ponte Morandi, il 14 agosto 2018, i dirigenti di Spea e di Autostrade avrebbero falsificato le relazioni sui controlli a una decina di viadotti presenti in tutto il Paese.

Come ricorda Repubblica, le prime istanze della Procura erano per misure cautelari di arresto. Dopo il rigetto del gip, il pm ha riformulato le richieste, trasformandole in misure di sospensione dal servizio. Le interdittive, si legge, riguardano l’ex amministratore delegato di Spea Antonino Galatà, il dirigente Massimiliano Giacobbe, i tecnici Serena Alemanno, Calo Boccone, Cralo Casini, Carlo Grazioso Alioto, Giorgio Melandri, Giampaolo Nebbia, Fabio Sanetti, Antonino Valenti e Marco Vezil. Le misure cautelari si aggiungono alle nove disposte a settembre.

In copertina ANSA

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