Il M5s attacca Zingaretti: «Pensa a ius soli e dl sicurezza mentre mezz’Italia è sott’acqua»

Tensione su diritti e immigrazione. Fonti M5s: «Preoccupiamoci delle famiglie in difficoltà, del lavoro, delle imprese». E Salvini: «Siamo pronti a dare battaglia dentro e fuori il Parlamento»

«Siamo sconcertati», è il commento che arriva da fonti del M5s. «C’è mezzo Paese sott’acqua e uno pensa allo ius soli? Preoccupiamoci delle famiglie in difficoltà, del lavoro, delle imprese». E ancora: «Pensiamo al Paese, già abbiamo avuto uno che per un anno e mezzo ha fatto solo campagna elettorale. Noi vogliamo pensare a lavorare».


Poi, dello stesso tenore, le parole del capo politico Luigi Di Maio: «Col maltempo che flagella l’Italia, il futuro di undicimila lavoratori a Taranto in discussione, qui si parla di ius soli: io sono sconcertato. Siamo al governo per governare e non per lanciare slogan o fare campagna elettorale».

«Nel programma c’è scritto – ricorda ancora il ministro degli esteri – che noi accoglieremo le osservazioni del Presidente della Repubblica. Ma in questo momento, vedo che i cittadini ci chiedono di affrontare delle emergenze».

L’affondo comincia a circolare pochi minuti dopo la fine del lungo discorso del segretario del Pd Nicola Zingaretti a chiusura dell’iniziativa “Tutta un’altra storia”.

Sul palco di Bologna, il leader dem aveva tuonato poco prima: «Ci battiamo perché al più presto si rivedano i decreti Salvini dentro questo governo come scelta di campo. Ci batteremo con i gruppi parlamentari per far approvare lo ius culturae e lo ius soli, certo che lo faremo». E poi: «Ci vuole serietà, non comizi», aveva concluso Zingaretti riferendosi evidentemente al leader della Lega Matteo Salvini.

Salvini che non ha tardato a intervenire sul tema su cui il leader del Pd si è più scaldato davanti al pubblico bolognese, con un registro inconsueto per i suoi standard.

Il centrodestra sulle barricate

«Siamo pronti a dare battaglia – ha subito replicato il segretario della Lega – dentro e fuori il Parlamento. Per fermare lo Ius Soli ed evitare che si cambino i decreti sicurezza». L’hashtag con cui è stato diffuso in chat il messaggio di Salvini è, al solito, #governoclandestino.

Dello stesso tenore le dichiarazioni di Giorgia Meloni che parla di un Pd che «getta la maschera una volta per tutte» e ripropone la campagna di firme di Fratelli d’Italia e «le barricate in Parlamento per fermare questa folle proposta anti-italiana».

Anche da Forza Italia arriva la stoccata, con un tweet, di Mariastella Gelmini: «Ius soli sì, no, forse… ora, dopo, mai… anche oggi la maggioranza e il governo hanno dato l’ennesima pessima prova di unità e compattezza. #DilettantiAlloSbaraglio. A proposito, per FI no a ius soli, la cittadinanza è una conquista civile non un regalo elettorale della sinistra».

A completare le voci dalla coalizione di centrodestra non manca infine il commento del governatore della Liguria Giovanni Toti che attacca caustico: «Le sardine gli amici del Pd dovrebbero mangiarle perché magari con più sale in zucca capirebbero le priorità di questo Paese. Tornate nel mondo reale!».

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