Hong Kong, terzo giorno di assedio nell’università: gli studenti tentano la fuga calandosi da un ponte – Video

Le forze dell’ordine hanno lanciato un ultimatum agli studenti affinché si arrendano e depongano le armi. Ci sarebbero oltre cento persone tuttora rifugiate nell’università

Non si ferma l’assedio della polizia di Hong Kong al Politecnico, il PolyU. Dopo una notte di scontri, oltre a un centinaio di manifestanti sono ancora bloccati all’interno dell’università. Dozzine di studenti hanno cosi organizzato una fuga drammatica per uscire dal campus sigillato da lunedì, calandosi da un ponte e scappando su moto piazzate sotto il cavalcavia in attesa di farli fuggire.

Molti altri manifestanti sono però ancora intrappolati dentro all’università, ma visto il dispiegamento di mezzi pesanti, e cannoni ad acqua sembra solo una questione di tempo prima che la polizia faccia irruzione. L’autorità ospedaliera ha dichiarato che sarebbero 120 i feriti dell’ultima giornata di scontri.

Ansa/Manifestanti feriti vicino al Politecnico di Hong Kong aspettano di essere portati in ospedale dalle ambulanze

Le forze dell’ordine hanno quindi lanciato un ultimatum, dopo la rottura della tregua raggiunta in mattinata con il rettore dell’ateneo Teng Jin-Guang, per la resa incondizionata degli studenti, invitati ad ‘arrendersi’, a deporre le armi e a uscire in modo ordinato. Secondo la governatrice Carrie Lam, circa 600 persone si sarebbero arrese durante la notte.

Tutti, ha scandito un portavoce, saranno arrestati perché «sospettati di rivolta». Il segretario alla Sicurezza dell’ex colonia britannica John Lee ha inviato all’interno del campus un team medico della Croce Rossa per soccorrere i feriti, mentre assistenti sociali e psicologi sono intervenuti per convincere i minori a mollare.

Anche l’avversata governatrice di Hong Kong, Carrie Lam, ha chiesto ai manifestanti intrappolati nel PolyU di arrendersi pacificamente. Lam ha inoltre assicurato di aver ordinato alla polizia di gestire la loro evacuazione e arresto in modo umano.

Mentre dagli Stati Uniti il segretario di Stato Mike Pompeo ha sottolineato che «la responsabilità di riportare la calma ad Hong Kong spetta al governo», Pechino ha lanciato un nuovo avvertimento. Un commento sul Quotidiano del Popolo, la ‘voce’ del Partito comunista cinese, ha detto che il futuro di Hong Kong è al suo punto critico e non c’è «alcun margine» per compromessi nella «lotta» ai manifestanti anti-governativi. E nessuno, ha detto il portavoce del ministero degli Esteri Geng Shuang, deve «sottovalutare la determinazione della Cina nella difesa della sua sovranità e della stabilità di Hong Kong».

Fonte video copertina: Twitter | Afp news agency

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