Sondaggio Tecnè, ancora testa a testa tra Bonaccini e Borgonzoni in Emilia: cosa cambia adesso se il M5s si allea col Pd

Nel caso invece in cui il M5S non decida di correre da solo, due terzi dell’elettorato pentastellato sembrerebbero andare a Bonaccini e un terzo a Borgonzoni

A due mesi esatti dalle elezioni regionali in Emilia-Romagna i due principali candidati Stefano Bonaccini e Lucia Borgonzoni sembrano dividersi perfettamente i consensi dell’elettorato. È quanto rivela il sondaggio Tecnè per la trasmissione Quarta Repubblica, nella settimana successiva al responso della piattaforma Rousseau che ha stabilità che il Movimento 5 Stelle sarà della partita.

Nello scenario più probabile ad oggi, dopo la chiusura odierna al Pd dei pentastellati, Bonaccini e Borgonzoni si attesterebbero appaiati al 45%, mente il candidato del Movimento 5 Stelle conquisterebbe l’8%. All’interno delle coalizioni il governatore uscente può contare sul 31% del Partito Democratico: la stessa percentuale che porta in dote la Lega a Lucia Borgonzoni.

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Se, invece, in Emilia-Romagna, si dovesse ripetere l’esperimento (fallito) dell’Umbria, con i dem alleati del M5S, Bonaccini supererebbe, anche se di poco, la maggioranza assoluta (50,5%), mentre la candidata del centrodestra raggiungerebbe il 47,5%. Non tutto l’elettorato grillini si riverserebbe quindi sul candidato dell’alleato del governo giallorosso.

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In sostanza, degli otto punti oggi attribuiti al Movimento, al netto di chi deciderà di astenersi, nel caso in cui il M5S decida di non correre da solo, due terzi delle preferenze sembrerebbero andare a Bonaccini e un terzo a Borgonzoni. In questo caso, all’interno delle coalizioni, il Pd non conquisterebbe in pratica nulla come lista, mentre la Lega guadagnerebbe un punto.

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