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Il Parlamento Ue ha dichiarato l’emergenza climatica: l’obiettivo è ridurre le emissioni del 55% in 10 anni

28 Novembre 2019 - 14:45 Redazione
epa08026406 European Parliament President David Sassoli  delivers his speech for the Sakharov Prize 2018 for Freedom for the ukrainian filmmaker Oleg Sentsov (unseen) at the European Parliament in Strasbourg, France, 26 November 2019.  EPA/PATRICK SEEGER
La decisione del Parlamento arriva a un giorno di distanza dalla risoluzione europea sulla lotta contro il disastro climatico
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Il Parlamento europeo ha dichiarato l’emergenza climatica e ambientale in Europa e nel mondo, dando il via libera ad una risoluzione non legislativa.

L’Eurocamera rilancia così la sfida alla futura Commissione europea a guida Ursula von der Leyen che da parte sua ha annunciato che entro i primi 100 giorni metterà sul tavolo una nuova agenda verde.

Il testo è passato con 429 voti a favore, 225 contrari e 19 astensioni. La risoluzione è stata approvata in vista della conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici in programma a Madrid la prossima settimana (Cop25).

La proposta del Parlamento

Secondo l’indicazione di ieri, 28 novembre, il Parlamento punta a impegnarsi per una riduzione a zero delle emissioni di gas a effetto serra entro il 2050 e del 55% entro il 2030. In particolare, si è chiesto alla Commissione di garantire che tutte le proposte legislative e di bilancio pertinenti siano pienamente in linea con l’obiettivo di limitare il riscaldamento globale al di sotto di 1,5 °C. 

I testi approvati a maggioranza a Strasburgo affrontano anche la questione delle emissioni nel settore del trasporto aereo e marittimo: le ambizioni attuali non sono considerate all’altezza delle riduzioni necessarie. Tutti i Paesi dovrebbero includere tali emissioni nei loro piani nazionali e si deve proporre l’inclusione del settore marittimo nel sistema Ue di scambio delle quote di emissione (ETS).

Quanto ai fondi da destinare al Fondo internazionale per il clima, i Paesi dovrebbero, secondo il Parlamento, raddoppiarli: gli impegni dei Paesi sviluppati non raggiungono l’obiettivo collettivo di 100 miliardi di dollari all’anno, a partire dal 2020.

La Commissione europea aveva già proposto l’obiettivo delle emissioni nette-zero entro il 2050, ma il Consiglio europeo non l’ha ancora approvato poiché Polonia, Ungheria e Repubblica ceca sono contrarie.

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