Confermato, gli Agnelli si terranno tutto: Repubblica, Espresso, Stampa, Secolo XIX, giornali locali e radio

La nuova proprietà mette in chiaro che l’acquisizione non è in nessun modo una «operazione nostalgia» e lancia tre messaggi precisi

Tutto confermato: Exor, la finanziaria della famiglia Agnelli, rileverà dalla Cir, a sua volta finanziaria della famiglia De Benedetti, il pacchetto azionario che le permetterà di avere la maggioranza assoluta di Gedi, la società editoriale di Repubblica, dell’Espresso, insieme a La Stampa, il Secolo XIX e ai quotidiani locali, nonché al network di radio (tra cui Dj e Capital) del gruppo.

Non solo, ma in una nota pubblicata sul sito del La Stampa che cita «fonti vicine a John Elkann» la nuova proprietà lancia tre messaggi precisi, dopo aver messo in chiaro che l’acquisizione non è in nessun modo una «operazione nostalgia» o tanto meno «filantropica».

Quali sono i tre messaggi?

Il primo, «cogliere in modo risoluto i vantaggi della rivoluzione digitale» prefigura cambiamenti forti nella produzione e nella diffusione, spostando più risolutamente il peso dal cartaceo all’online.

Il secondo, «completare l’integrazione organizzativa all’interno di Gedi (nessuna intenzione di vendere Repubblica separatamente né di scorporare le radio)» contiene in realtà due segnali: teniamo tutto assieme e cerchiamo di attuare quelle economie e sinergie che possono stabilizzare il conto aziendale.

Il terzo messaggio è una rassicurazione al capitale umano del gruppo, ovvero chi fa i giornali e chi li legge: «E soprattutto garanzia dell’autonomia redazionale, perché il giornalismo di qualità troverà sempre un mercato, a condizione che sia genuino, autorevole e indipendente».

Parole che paiono proprio un salvacondotto per i direttori, Carlo Verdelli, Maurizio Molinari e Marco Damilano in primis, e anche al “grande vecchio” Eugenio Scalfari, da cui forse si attende una benedizione dell’operazione.

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