Macerata, professore contro l’Anpi: «Fa propaganda politica». E il preside: «A volte il negazionismo è legittimo»

La reazione dell’Associazione partigiani è stata durissima

Un professore dell’Istituto superiore Da Vinci di Civitanova Marche, in provincia di Macerata, durante un dibattito che si svolgeva a scuola e che vedeva protagonisti alcuni delegati dell’Anpi, si sarebbe scagliato contro l’Associazione dei partigiani.

Matteo Simonetti – questo il suo nome – ha lamentato il fatto che l’Anpi «fa propaganda politica» e che non è consigliabile raccontare il secondo conflitto mondiale «senza un contraddittorio».

Simonetti, noto per essere un sostenitore della teoria del complotto sul piano Kalergi – che ipotizza la sostituzione etnica in Europa -, è stato accusato di aver «spinto gli alunni ad uscire dalla stanza durante l’assemblea». 

Il preside della scuola, Pierluigi Ansovini, contattato dal Fattoquotidiano.it ha difeso l’operato del professore precisando che i ragazzi hanno abbandonato il dibattito non per le pressioni dell’uomo ma perché avevano impegni scolastici cui attenersi.

«Il professore ha solo riferito delle posizioni storiografiche, condivisibili o meno: poi tutto nella storia è soggetto a revisione, il negazionismo quando si tratta di rivedere certe posizioni storiche è legittimo, che ci piaccia o no», ha detto Ansovini.

La reazione di Simonetti

Simonetti, cui hanno temporaneamente chiuso l’account principale di Facebook, ha voluto spiegare l’accaduto scrivendo un messaggio dal suo secondo profilo che utilizza con lo pseudonimo di Giorgio Parazzune.

«Chi oggi si dice fascista non ci sta con la testa. Sarebbe come dirsi sanculotti o ghibellini. Dai discorsi degli oratori abbiamo ascoltato posizioni dai risvolti gravissimi. – dice Simonetti – Hanno detto che quelli che oggi si rifanno al fascismo vanno combattuti nelle piazze, che dovrebbero essere messi fuori legge e simili amenità».

Il docente spiega che è intervenuto durante il dibattito per evitare la censura e per arginare il comportamento violento e intimidatorio dell’Anpi.

«E per fortuna che mi sono trovato lì io che oltre a essere insegnante sono anche giornalista, scrittore e ricercatore, altrimenti nessuno avrebbe sollevato obiezioni», ha chiosato.

La risposta dell’Anpi

Dura la reazione dell’Anpi: «Dal punto di vista didattico non è opportuno e dovrebbe risponderne. Questa storia che ormai devi dare voce a posizioni di tipo negazionista, è un must che viene usato come il discorso della libertà di opinione. Sono fenomeni sottovalutati, ma ci sono delle responsabilità sia da parte delle istituzioni che da parte della scuola».

In copertina la bandiera dell’Anpi durante le celebrazioni per la Liberazione, Roma, 25 aprile 2019. ANSA/Angelo Carconi

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