Slitta l’arrivo della manovra in aula. E spunta il bonus rubinetti: in ballo ancora le tasse su plastica e zucchero

Resta fuori la riforma dell’Autonomia differenziata, ancora motivo di discussione nella maggioranza di governo

La data prevista era il 3 dicembre, ma probabilmente l’arrivo in aula della manovra 2020 slitterà di qualche giorno visto che solo ieri la commissione Bilancio del Senato ha iniziato a votare gli emendamenti. Le proposte di modifica più attese (quelle su plastic tax e sugar tax) non sono ancora arrivate: per ora il governo ha presentato emendamenti sulla giustizia amministrativa e contabile.

I tempi sono stretti: la terza lettura (Senato-Camera-Senato) dovrà concludersi entro il 31 dicembre e si rischia l’ingorgo con il decreto fiscale collegato che domani notte dovrebbe ottenere il primo via libera della Commissione Finanze della Camera. Ed è ancora stallo sul carcere per gli evasori.

Tra i partiti di maggioranza, il ministro Bellanova (Iv) ha già confermato che ci sarà la proroga di un anno del «bonus verde» per permettere di detrarre il 36% delle spese per la riqualificazione dei giardini e terrazzi. Il Pd ha proposto un nuovo bonus dedicato all’acquisto di rubinetti e soffioni doccia, riprendendo alcune idee del Movimento 5 Stelle, per estendere l’ecobonus del 65% per le spese documentate in questo ambito (fino a un massimo di spesa di 3.000 euro). Un altro emendamento, a firma Movimento 5 Stelle, modifica il bonus facciate inserendo un tetto di spesa: 192mila euro.

Resta fuori la riforma dell’Autonomia differenziata, ancora motivo di discussione nella maggioranza di governo. Nei giorni scorsi il ministro degli Affari regionali, Francesco Boccia, aveva annunciato l’intenzione di inserire la legge quadro sull’autonomia attraverso un emendamento ma era arrivato lo stop dei 5 Stelle.

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