Salvini torna all’attacco di Conte: «Ha lo sguardo di chi scappa e ha paura… Pieni poteri? Lo direi di nuovo»

«Mai sentito un capo del governo minacciare querela contro il capo dell’opposizione: risponda con i fatti, con le soluzioni, non con le minacce»

L’intervista a Porta a Porta è per Matteo Salvini l’ennesima occasione per attaccare il presidente del Consiglio Giuseppe Conte che, secondo l’ex ministro dell’Interno, avrebbe lo «sguardo di chi scappa e ha paura». A tenere banco è ancora la questione Mes: «Questa modifica è dannosa: se una medicina fa male e te la impongono da Bruxelles io non la do a mio figlio».

La via maestra, secondo il leader del Carroccio, è quella di tornare subito a elezioni: impossibile ipotizzare un governo a guida Lega in questa legislatura, magari con l’appoggio di una quota di parlamentari del M5s. «Il centrodestra, per quanto siano credibili i sondaggi, è al 50%: tutto quello che entra ci serve per mandare via questo governo. Mi auguro che anche Forza Italia ritrovi una spinta perché abbiamo bisogno di tutti» ha aggiunto.

«Se tornassi indietro ridirei “voglio pieni poteri”, io voglio un governo che governi. Io – ha spiegato – non intendo cambiare gli equilibri della Costituzione».

Poi passa ad attaccare, sul piano personale, il presidente del consiglio Conte: «Non faccio il giudice e per me le persone sono innocenti sino a prova contraria. Poi se è vero che è diventato professore giovanissimo, e nella commissione giudicatrice c’era uno con cui ha rapporti professionali, allora è un problema. Poi vedo se riesce a smentire anche fatture su carte intestate». Il riferimento è ai documenti diffusi da Le Iene secondo cui Conte avrebbe mentito agli italiani in merito al concorso con il quale nel 2002 divenne professore ordinario di diritto privato all’Università di Caserta “Luigi Vanvitelli”.

Infine, rispondendo a Conte che aveva sostenuto di volerlo querelare se avesse presentato «un esposto contro di lui», Salvini ha detto: «Mai sentito un capo del governo minacciare querela contro il capo dell’opposizione: risponda con i fatti, con le soluzioni, non con le minacce».

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