Roma, il Baraka Bistrot riaprirà dopo il rogo. Il proprietario: «La vita va avanti»

Gli investigatori non escludono che dietro la catena di incendi ci sia la criminalità comune

Il Baraka Bistrot riaprirà. Il locale del quartiere Centocelle, a Roma, incendiato un paio di giorni dopo il rogo della Pecora Elettrica, riaprirà i battenti «se tutto va come deve andare, già a marzo», nonostante dopo un mese non si siano avute risposte chiare sulla dinamica dei fatti.

Il proprietario Marco Nacchia, che in seguito all’incendio aveva dichiarato che non avrebbe mai più rimesso in piedi l’attività «perché non so contro chi sto combattendo», oggi invece sembra aver ritrovato un po’ di entusiasmo.

«Quelle parole venivano fuori dalla rabbia per quanto era accaduto. Sono nel commercio da pochissimo, praticamente un novellino e dopo due mesi vedo il mio locale dato alle fiamme. La frustrazione ha preso il sopravvento», ha detto a Open.

Marco ha dunque cambiato idea ed è deciso a riaprire. La convinzione l’ha maturata pensando «sia giusto così, alla fine è il mio lavoro. Poi la solidarietà del quartiere mi ha dato la forza. E ho anche apprezzato le parole di ieri del Questore».

Dice però che, nonostante la voglia di andare avanti, ad oggi non ha ancora capito come siano andate le cose: «nessuna risposta, nemmeno dalle forze dell’ordine. Infatti ora mi aspetto un po’ di chiarezza e di fatti concreti, prima o poi bisognerà venirne a capo».

Un po’ di sconforto rimane se si apre il capitolo delle indagini – ancora in corso. Marco racconta, infatti, di «non essere stato aggiornato né di essere stato convocato dai carabinieri per aggiornamenti sulla vicenda». Ad oggi, brancola ancora nel buio sui fatti relativi alla dinamica.

Se poi gli viene chiesto se si sia fatto un’idea su quanto accaduto, risponde: «Ho fatto il rewind di tutti i clienti visti in quei due mesi di attività, ma giuro che non mi viene alcun sospetto. Non saprei cosa pensare».

Le indagini: a che punto siamo

In questi giorni, gli investigatori stanno esaminando i filmati delle telecamere di videosorveglianza ed effettuando accertamenti per risalire ai cellulari che in quei momenti si trovavano nelle zone dei roghi a Centocelle. Al momento non ci sarebbero elementi per collegare tra loro i vari incendi.

Gli investigatori stanno seguendo un’altra pista: un cittadino straniero, fermato dalla polizia dopo l’incendio in una pinseria divampato il 9 ottobre, e denunciato a piede libero perché trovato in possesso di alcol e accendini.

Trovarlo – secondo gli inquirenti – potrebbe essere utile a ricostruire la dinamica completa dei fatti di questi ultimi mesi.

Non si esclude che dietro i roghi possa esserci la criminalità comune. Nelle ultime settimane, poi, si sono verificati alcuni furti in negozi della zona.

Infine, l’altro ieri, i carabinieri della compagnia Casilina hanno arrestato 3 pusher della zona, sequestrando cocaina e hashish. La Squadra mobile ha invece messo a segno 8 arresti e ha indagato 11 persone per spaccio di stupefacenti e traffico di armi.

In copertina: Il proprietario Marco Nacchia davanti al Baraka | Ansa Foto: Riccardo Antimiani

Leggi anche: