Orfane di femminicidio, l’Inps non richiederà alcun risarcimento

Prima di uccidere la donna, l’ex marito aveva ferito un altro uomo. La lettera con cui l’Inps chiedeva il pagamento di 124mila euro era «un atto dovuto», imposto dalla legge, dice Tridico

L’Inps non darà seguito alla richiesta di risarcimento avanzata nei confronti delle figlie minorenni orfane di femminicidio. Il padre, 40 anni, nel 2013 aveva ucciso l’ex moglie di 38 anni a Marina di Massa (Massa Carrara, Toscana) e poi si era suicidatosi.

Prima di uccidere la donna, l’ex marito aveva ferito un altro uomo. La lettera con cui l’Inps chiedeva il pagamento di 124mila euro, tra indennità malattia e assegno di invalidità per le persona ferita era «un atto dovuto», imposto dalla legge, «ma non ci sarà alcun atto esecutivo», assicura il presidente dell’Istituto di previdenza, Pasquale Tridico, dando rassicurazioni alla famiglia delle due ragazzine oggi 12 e 14 anni.

Un caso che si chiude dopo l’intervento del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. A lui si era appellato lo zio delle piccole, chiedendo aiuto per una «vicenda legale umanamente orribile». E oggi il Capo dello Stato ha telefonato alla ministra del Lavoro Nunzia Catalfo che con la collega Elena Bonetti stava seguendo già da ieri la vicenda: insieme al ministro Roberto Gualtieri era previsto anche un incontro con il presidente dell’Inps nei prossimi giorni per trovare una soluzione.

«Per noi Mattarella è un faro e ci commuove apprendere che una figura del suo spessore abbia deciso di aiutarci. Grazie», dice lo zio delle bambine. «Il fatto che il Presidente della Repubblica si sia interessato alle mie nipoti mi rassicura, finalmente, su una vicenda che non ci ha fatto dormire da molto tempo».

La famiglia aveva ricevuto una prima lettera nel 2017, la seconda a ottobre scorso: entrambe, ha spiegato l’Istituto, «erano finalizzate a interrompere la prescrizione per un recupero somme imposto dalla legge per il denaro erogato all’altra vittima del femminicida, ovvero l’uomo che credeva erroneamente essere il suo rivale in amore e che aveva ferito con sei colpi di pistola prima di andare a uccidere la sua ex moglie e togliersi la vita.

Lettere a cui «non è seguita alcuna azione azione giudiziale per il recupero coattivo», ha spiegato l’Inps: il caso delle due bambine, chiamate in causa in quanto eredi dell’assassino, era conosciuto dagli uffici di Massa che «hanno altresì supportato la famiglia per ogni prestazione dovuta». «Forse, consigliati meglio, avremmo potuto rinunciare all’eredità ma nessuno pensò a questo aspetto. Abbiamo avuto ben altri problemi», spiega oggi lo zio. Che ora spera che la loro «storia diventi un precedente per altri casi di orfani di femminicidio a cui lo Stato deve garantire un futuro e di cui ci si deve prendere cura».

Un emendamento che disciplini l’aspetto delle rivendicazioni dell’Inps nei casi come questo, da inserire nella Legge di stabilità o che che agisca sul fondo per gli orfani di femminicidi, è stato intanto annunciato come «già scritto e pronto» dalla deputata del Pd Martina Nardi.

«Permetterà di intervenire su tanti altri casi simili, per dare la possibilità allo Stato di pensare davvero al futuro degli orfani di femminicidio», ha aggiunto la parlamentare, che è concittadina delle bambine.

In copertina Pasquale Tridico, presidente INPS, Roma 19 settembre 2019. ANSA/Fabio Frustaci

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