Vanessa Incontrada contro il body shaming: «Ho perso tempo a cercare di essere giusta, dimenticando di essere felice» – Il video

La conduttrice, durante la trasmissione “20 anni che siamo italiani”, ha portato in scena l’emozionante monologo contro gli insulti sull’aspetto fisico

«La perfezione non esiste. So che non dico una grande novità, ma io lo voglio dire, lo voglio gridare e lo voglio urlare: la perfezione non esiste!». È questo l’incipit del monologo di Vanessa Incontrada, volto storico di Zelig, che durante un monologo durante la trasmissione 20 anni che siamo italiani su Rai 1 ha voluto liberarsi di tutto il male assorbito durante gli anni. 


«Magari l’avessero detto prima a me sapete? – continua, con gli occhi lucidi, Incontrada – Bisognerebbe inserirla tra i primi insegnamenti che ci danno: lavati le mani prima di mangiare, non dire le parolacce e la perfezione non esiste. Sai quanto tempo ho perso a cercarla? È come in amore no? Pensavo di dover essere perfetta per trovare l’uomo della mia vita». 

Tutto il dolore di una donna che prima di essere donna viene considerata per ciò che è esternamente, trattata come se fosse un oggetto da esporre e non un essere umano. E Incontrada, in quanto donna di spettacolo, per molti anni non è solo stata sotto i riflettori, ma è stata anche sovra-esposta a insulti. 

Ma i “carnefici verbali” non solo si nascondono nel pubblico, negli insulti sui social, nei commenti acri, ma gli insulti sono arrivati anche dai giornali, che la definivano «Vanessa la balena», come raccontato in un’intervista a la Repubblica.

Eppure la conduttrice indossa una 42. «Avere le forme è ritenuto sbagliato e per questo io dovrei vergognarmi? Ora riesco a sorridere ma a volte le critiche feriscono, partono da un cellulare e arrivano dritte allo stomaco», diceva Incontrada nel suo monologo. 

E la conduttrice, per pagarsi gli studi universitari, all’inizio della propria carriera ha intrapreso il percorso di modella. «Lì fai un mestiere in cui devi essere perfetta per principio – racconta Incontrada – Per apparire più alta, andavo ai casting con le scarpe altissime e dentro anche le solette per arrivare a 1,76». 

«Ho perso tempo a cercare di essere giusta – prosegue la conduttrice – dimenticando di essere felice. Sì, è vero, l’avevo scelto io: venivo da una famiglia umile, volevo viaggiare e mettermi da parte dei soldini per fare psicologia all’università. Ma adesso se mi rivedo a 20 anni mi dico: “Vane’, smetti di essere diversa da quella che sei”». 

E Incontrada, in prima serata su Rai 1, ha deciso di sfruttare il palco per portare il suo messaggio a molte più donne, che ogni giorno “devono” essere «magre, belle, perfette», pena il diventare «un bersaglio per offese e sberleffi, diventare “una grassa”, come fosse un marchio infamante. E tu? Tu vivi nella paura di essere sbagliata». 

«Dentro di me – spiega la conduttrice – si sono sciolti anni in cui mi sono sentita inadeguata per come ero. E poi confessarlo lì, nel silenzio, davanti a donne che mi guardavano, anche loro commosse…Ho amiche che non si  guardano più allo specchio perché non si piacciono. Pensa il dolore».

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