Israele di nuovo al voto: sarà la terza volta in undici mesi

I partiti, in particolare il Blu e Bianco e il Likud hanno cercato invano di trovare un accordo per la formazione di un governo di coalizione che scongiurasse il ritorno alle urne

È trascorsa la scadenza data al Parlamento per trovare un candidato a cui affidare la formazione dell’esecutivo. Israele andrà al voto di nuovo: sarà la terza volta in undici mesi. I partiti, in particolare il Blu e Bianco e il Likud hanno cercato invano di trovare un accordo per la formazione di un governo di coalizione che scongiurasse il ritorno alle urne.


Sul tavolo c’è stata fino alla fine del negoziato la proposta di una premiership a rotazione con Benjamin Netanyahu: il leader di Blu e Bianco, Binyamin Gantz, aveva posto una condizione, chiedendo al rivale di non ricorrere all’immunità parlamentare quando sarà chiamato a difendersi in tribunale dalle accuse di corruzione, frode e violazione della fiducia. Ma la proposta era stata respinta dallo stesso Netanyahu.


La legge israeliana prevede che dopo le elezioni il presidente dia un incarico di giorni per formare un governo, incarico che può essere esteso. Otto giorni dopo le ultime elezioni del 17 settembre, il presidente Rivlin diede incarico a Netanyahu. Due giorni prima della scadenza dei 28 giorni, Netanyahu rimise il mandato e il presidente diede incarico il 23 ottobre a Gantz di formare il governo; incarico che l’ex capo di stato maggiore non ha portato a termine nei 28 giorni che la legge gli imponeva.

Secondo gli ultimi sondaggi sono in caduta il Likud e i partiti di destra ma non c’è maggioranza per il Blu e Bianco. Intanto il Likud ha fissato per il dicembre le primarie per la premiership.

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