«Non è un dono, tutti possono allenarla». Storia di Andrea Muzii, a 20 anni è campione del mondo di memoria – La videointervista

Tra i record mondiali battuti da Andrea c’è anche quello del massimo numero di carte da gioco memorizzate in un’ora: 1829

Una stanza piena di fumetti di Diabolik, medaglie, coppe e di cubi di Rubik che può risolvere in pochi secondi, anche bendato. «Ma sono molto più bravo con la memoria». Andrea Muzii ha 20 anni e giovedì scorso è tornato da Zhuhai, in Cina, con il titolo più prestigioso in tasca: quello di campione del mondo di memoria.


È la sua prima volta a un mondiale, spiega. Ed è salito sul tetto più alto del mondo con 8.170 punti, e confrontandosi con più di 170 concorrenti da tutto il mondo. Soprattutto asiatici: da Cina, Mongolia, Malesia, Corea. Purevjav Erdenesaikhan e Lkhagvadotj Batbayar, dalla Mongolia, hanno conquistato il secondo e il terzo posto.

L’iscrizione è aperta potenzialmente a tutti, spiega Andrea. Non è da tanto che ha cominciato a fare queste gare. «C’è un limite di partecipanti e hanno la precedenza le persone che hanno già gareggiato e hanno una posizione più alta nel world ranking. Però è aperta, quindi in teoria può partecipare anche chi non lo ha mai fatto».

«Non è un dono»

Tra i record mondiali battuti da Andrea c’è anche quello del massimo numero di carte da gioco memorizzate in un’ora: 1829. E ha anche il record mondiale delle carte in mezz’ora: 1202. «Questo tipo di memoria non è un dono e non è qualcosa con cui sono nato: l’ho appresa in poco tempo». «Non è la memoria naturale, ma quella associativa – dice – che si basa su delle tecniche: associamo un’informazione nuova a qualcosa che già conosciamo».

Un metodo: è questo il ragionamento. Che, per esempio, la scuola oggi non insegna: «Ci vengono date da subito tante informazioni, ma senza sapere bene come usarle. Per esempio sono contento di conoscere queste tecniche ora che studio Medicina, ma avrei voluto scoprirle prima, al liceo. Anche perché non è che mi piacesse tanto studiare», sorride.

Andrea Muzii ancora non sa cosa farà da grande. «Per ora mi interessa la chirurgia, ma è troppo presto per decidere». Ha però già tanti progetti. «Ho iniziato a creare un corso on line che uscirà per il 2020 per spiegare come usare le tecniche di memoria nella vita quotidiana, per studiare o per lavorare», racconta. E poi ancora nuove sfide: quest’estate a Dubai con le Memoriadi, e nella seconda metà del 2020 con i prossimi campionati europei e mondiali «dove dovrò provare a mantenere il titolo», sorride.

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