Polemica sulla casa di Formigli. Galea: «Renzi è diverso da Salvini, la Lega usa la “Bestia”, Italia viva la “Bella”»

Il social media manager del ministero delle Pari opportunità è l’amministratore di un gruppo che sostiene Renzi. Il caso è diventato il pretesto per parlare della macchina social del leader di Italia viva

Nicolae Galea, 22 anni, è il social media manager del ministero delle Pari opportunità: segue ogni giorno l’attività della ministra Elena Bonetti. È un seguace della prima ora di Matteo Renzi e proprio grazie alla sua passione politica ha conosciuto Alessio De Giorgi, il responsabile social di Italia viva. I due si sono sposati dal 2017: entrambi lavorano nella comunicazione digitale ed entrambi sono iscritti al partito fondato da Renzi.

Si è tornati a parlare di Galea perché, negli ultimi giorni, alcuni fan di Italia viva hanno alzato i toni e cominciato a bersagliare Corrado Formigli per l’intervista fatta al leader del loro partito. Il tema dell’intervista? La villa che Renzi avrebbe acquistato anche grazie a un prestito di 700 mila euro dell’imprenditore Maestrelli.

Alcuni utenti sui social hanno iniziato a criticare il giornalista sindacando sulla sua abitazione privata. La presunzione sottesa ai post è che Formigli abbia acquistato l’appartamento romano, di un certo valore economico, solo attraverso giri di interesse e manovre poco limpide. Insomma, un attacco a priori, pericoloso per la libertà di un giornalista di affrontare determinati temi durante un’intervista.

Qualcuno ha detto che De Giorgi abbia messo in piedi una vera e propria “Bestia”, come quella di Luca Morisi a sostegno di Matteo Salvini, e che l’abbia usata per amplificare il diverbio tra Formigli e Renzi. Ma non ci sono prove a riguardo: anzi chi lavora nella comunicazione di Italia viva ha smentito e ha provveduto a eliminare o segnalare i post che prendono di mira l’abitazione di Formigli.

Teresa Bellanova, a sinistra, e Nicolae Galea, alla Leopolda 10 di ottobre 2019

«Noi la Bestia la combattiamo quotidianamente, così come lo squadrismo digitale», ha detto Galea riguardo alla vicenda. Su Open avevamo segnalato che in un gruppo Facebook da lui amministrato fosse stato pubblicato un post sulla casa di Formigli. «Appena me l’hanno segnalato, ho provveduto a cancellarlo». Effettivamente il post è stato rimosso. Ma è stata l’occasione per domandargli come funziona la macchina social che sostiene Italia viva e il suo leader, Matteo Renzi.

Galea, perché non ha rimosso il post che mostrava la foto della casa di Formigli dalla pagina Facebook di cui lei è admin?

«Sono uno dei gestori di quel gruppo da circa un anno, quando un mio amico dovette lasciare per motivi di natura personale. Sono quindi sì amministratore, ma non approvo mai i post, anche perché ho un lavoro che mi impegna moltissimo: vengono quindi approvati dagli altri due amministratori, che essendo in pensione hanno più tempo da dedicare alla gestione del gruppo. Comunque, ieri dopo una segnalazione, ho ritrovato il post e l’ho immediatamente cancellato. Non capisco tutta questa polemica, in tutta sincerità: che pistola fumante sarebbe questa? Cosa proverebbe? Al massimo una lentezza nell’agire, non certo una complicità con quei contenuti».

Lei condanna la condivisione delle informazioni riguardanti la casa di un giornalista?

«Assolutamente sì. I fanatici ci sono ovunque e a volte non vengono fermati in tempo, non siamo delle macchine. Il post sul gruppo ne è un esempio».

La diatriba Renzi-Formigli è passata dalla tv ai social network ed è diventata virale. C’è un’organizzazione vicina al suo partito che ha “dato una spinta” alle invettive contro il giornalista di La7?

«Assolutamente no. Dietro ogni post dei militanti di Italia viva c’è un viso con nome e cognome, liberi cittadini, non troll pagati o bot. Un coordinamento tra di noi c’è, come è ovvio che sia, ma non certamente per diffondere questo genere di materiale. Anche perché, e questa direi che è una prova schiacciante, quei post contro Formigli sono certamente apparsi, ma numericamente erano davvero pochi. Io ne ho contati una decina in circa 30 gruppi renziani che ho consultato, lei? Vada a vedere le viralizzazioni dello splendido intervento di Renzi in Senato poco fa e guardi le differenze anche con gli altri partiti di centrosinistra: lì si vede la nostra capacità di spingere contenuti, altro che una decina di post in gruppi chiusi di renziani».

Formigli ha detto che tra Renzi e Salvini c’è molta vicinanza “nell’utilizzo spregiudicatissimo dei social”. È così?

«Affermazione inaccettabile: posso comprendere il suo stato d’animo, ma con quella affermazione ha indubbiamente esagerato e fatto una pessima figura. Parliamo di obiettivi e metodi completamente diversi: non diffondiamo fake news, non incitiamo all’odio, non seminiamo razzismo, non usiamo bot e utenti falsi, i nostri sostenitori si firmano sempre con nome e cognome. Certo: come Salvini e come anche i 5 Stelle siamo più consapevoli di altri dell’importanza della comunicazione sui social ma questa non può certamente essere una colpa o un motivo per essere chiamati “Bestia”. Noi la Bestia la combattiamo quotidianamente, così come lo squadrismo digitale. Con quella frase ho aggiunto il nome di Formigli alla lista di quelli che attaccano il Matteo sbagliato: peccato, come giornalista non mi dispiaceva».

Il Corriere ha definito la macchina dietro ai social di Renzi e Italia viva come “l’anti-Bestia”. La ritiene una definizione corretta?

«Si, questa definizione mi piace abbastanza. Ma me ne piace di più un’altra, che Renzi ha citato in una sola occasione: la Bella. Perché si contrappone alla Bestia e lavora per un mondo dove vincano bellezza, gentilezza e correttezza e dove anche le Bestie diventano migliori. Perché sono persone in carne e ossa che ci sostengono e aiutano a fare dell’Italia un Paese migliore e della casa Italia viva una casa più grande».

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