Voto elettronico per gli studenti e lavoratori fuori sede, l’ipotesi di un fondo per cancellare un’ingiustizia

Sì all’emendamento che prevede un fondo da un milione da destinare allo studio di un sistema elettronico a favore degli italiani all’estero e di studenti e lavoratori fuorisede

È stato approvato in Commissione Bilancio del Senato un emendamento alla legge di Bilancio che prevede un fondo da un milione di euro da destinare allo studio di un sistema elettronico a favore degli italiani all’estero e dei tanti studenti e lavoratori fuorisede per le elezioni politiche, europee e referendum.

«Da anni chiediamo un sistema di voto per gli studenti fuori sede, dopo esserci impegnati per far votare il maggior numero di studenti possibili ai referendum, questo è un passo necessario da parte del governo per garantire e incentivare la partecipazione dei giovani. Le condizioni che dobbiamo affrontare per esercitare il nostro diritto di voto sono gravissime» ha dichiarato Camilla Guarino, coordinatrice di Link Coordinamento universitario.

Le condizioni proibitive, a cui si riferiscono gli studenti, sono soprattutto i costi esorbitanti per tornare a casa nel giorno del voto «e poi ritornare nel luogo in cui si studia nell’arco di uno o due giorni».

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