La lezione di Liliana Segre: «Io semplice cittadina, diamo il Nobel per la pace a chi se lo merita davvero»

La proposta veniva dal sindaco di Pesaro Matteo Ricci secondo cui «Liliana è diventata un simbolo autorevole della Repubblica e della Costituzione»

«Bisogna dare i premi Nobel a chi li merita veramente, non a una cittadina molto più semplice come sono io. Lasciamo i Nobel ai Nobel». Liliana Segre commenta così la proposta di Matteo Ricci, sindaco Pd di Pesaro, di candidare la senatrice a vita al Nobel per la pace. La battuta è stata presa dai cronisti all’arrivo al teatro sociale di Alba, in provincia di Cuneo, dove si trova per partecipare all’evento “Tartufo dell’anno 2019”, nel 70esimo anniversario dell’assegnazione della medaglia d’oro al valore militare della cittadina cuneese simbolo della Resistenza.


La proposta di Ricci

La proposta era stata avanzata ieri, 13 dicembre, dal sindaco dem di Pesaro Matteo Ricci. L’uomo, dopo il ruolo di promotore della manifestazione che ha visto sfilare a Milano 600 primi cittadini a sostegno della senatrice a vita, ha chiesto di prendere in considerazione l’idea di assegnare l’onoreficenza di origine svedese a Segre. La cosa, nel giro di poche ore, è stata accolta anche dal segretario del Pd Nicola Zingaretti e dalla presidente del Senato Elisabetta Casellati.

«L’Italia attraverso i sindaci si è ritrovata unita attorno a Liliana Segre e alla sua battaglia culturale e di futuro», ha detto il sindaco di Pesaro. «Liliana è diventata un simbolo – ha aggiunto – una rappresentazione autorevole della Repubblica e della Costituzione. La piazza di Milano è andata al di là delle aspettative sia per le presenze, che per il senso di comunità che ha trasmesso».

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