Cannabis, Salvini sul test antidroga: «Non vedo l’ora di sottopormici, dono il sangue dai 18 anni»

Il segretario della Lega risponde alle provocazioni di Buffagni e De Petris

«Da donatore sangue Avis dall’età di diciotto anni, non vedo l’ora di sottopormi, insieme a tutti gli altri colleghi parlamentari che magari diventeranno anche loro donatori di qualsiasi test antidroga proposto. Così gli italiani sapranno se coloro che li rappresentano lo fanno in maniera lucida e responsabile».

A parlare è il segretario della Lega Matteo Salvini, in risposta alla provocazione lanciata dal viceministro dello Sviluppo economico ed esponente 5stelle Stefano Buffagni.

La provocazione di Buffagni

Dopo l’esclusione dalla manovra dell’emendamento sulla cannabis light, Buffagni ha detto a Un Giorno da Pecora, su Rai Radio1: «Visto che si sta creando un grande problema sulla cannabis light e storicamente si ha sempre la percezione che qualche parlamentare faccia uso di sostanze dannose per la salute credo possa esser utile fare dei test e renderli pubblici».

Una provocazione già lanciata in Aula dalla senatrice Loredana De Petris, diretta ai senatori di centrodestra. «Dubbi» che verrebbero sciolti, secondo il viceministro, «con il test antidroga più duro, che verifichi la presenza nel corpo anche di droghe più pesanti come la cocaina».

«Nessuna accusa o altro, sia chiaro», ha detto in riferimento a Giorgia Meloni e Salvini, ai quali ha chiesto di sottoporsi al test. «Ma sono le due forze di opposizione più dure e credo sia fondamentale che si parta da loro. Vediamo chi si renderà disponibile a gennaio…».

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