La vergogna al pronto soccorso di Sondrio – Ecco la seconda testimonianza di chi era presente

di OPEN

«Un signore in sala attesa ha detto che quello che stava succedendo sembrava un “rito satanico”. Una donna ha risposto: “Saranno tradizioni loro”»: nuova testimonianza raccolta da Open

Continuano a rincorrersi dubbi e voci discordanti intorno alla ricostruzione della terribile vicenda degli insulti razzisti a una mamma 22enne di origine nigeriana, “rea” di essersi abbandonata a urla disperate di fronte alla morte della figlia di cinque mesi al pronto soccorso dell’Ospedale di Sondrio. 

I dubbi sollevati riguardano per lo più la fonte della prima testimonianza sull’accaduto, raccolta qui da Open, e il suo ruolo politico nelle liste di centrosinistra alle elezioni locali, nonché l’assenza di video e audio che confermino le frasi razziste. 

Open ha potuto raccogliere una seconda testimonianza che confermerebbe come vi siano state effettivamente alcune esternazioni discriminatorie dei presenti in sala d’attesa nei confronti di alcune persone straniere presenti in pronto soccorso in quel momento. 

La persona in questione vuole restare anonima. Questo è quello che ci ha raccontato.

Cos’è successo quella mattina in pronto soccorso?

«Inizialmente ho visto arrivare una donna e successivamente alcune persone. Non so se fossero parenti della madre e della bambina poi morta. Dopo circa un’ora li ho visti uscire dalla zona delle sale per le visite e percorrere un altro corridoio, che non passa attraverso la sala d’attesa. C’era una signora in particolare che piangeva e urlava disperata. Qualcuno ha detto che si era anche buttata a terra, ma io non ho visto questa cosa. Non sono stata lì a guardare cosa stesse succedendo nello specifico».

E ha sentito delle frasi razziste o discriminatorie? 

«Sì, alcuni dei presenti, parlottando, hanno detto che “il gruppo sembrava stesse facendo un rito satanico”, mentre un’altra donna ha risposto “sono tradizioni loro”».

Quante persone erano presenti in sala d’attesa?

«Una quindicina circa».

E da parte di quante persone ha sentito commenti fuoriluogo?

«Un paio di persone, sembravano padre e figlia. Io ho sentito un signore in attesa che ha detto che “sembrava un rito satanico” e una donna che forse lo accompagnava – che avrà avuto tra i 40 e i 50 anni – che ha risposto “saranno tradizioni loro”». 

Queste persone hanno urlato contro il gruppo o contro la donna che piangeva e urlava?

«No, han fatto commenti a bassa voce, parlottando tra di loro».

Ha sentito altri insulti?

«Personalmente no. L’altra donna che ha raccontato l’accaduto (con cui Open ha parlato qui) si è trattenuta più di me, perché io nel frattempo sono andata via e quindi non ho avuto modo di sentire altre cose». 

E qualche persona in attesa si è affacciata a guardare cosa stesse succedendo? 

«Alcuni hanno osservato cosa stesse succedendo sul piazzale, dove era uscito il gruppo di persone». 

Era presente il personale medico-sanitario? 

«Alcuni operatori erano presenti nel gabbiotto dell’accettazione. Non potevano sentire le persone parlottare, né le frasi discriminatorie».

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