Ex Ilva, firmato il pre-accordo tra commissari e ArcelorMittal: i punti dell’intesa

Nel documento sottoscritto nel palazzo di Giustizia di Milano ci sarebbe la partecipazione dello Stato sotto il 49% e la conversione “green” dei forni

Ci sarà tempo fino al 31 gennaio per trovare un accordo vincolante sul rilancio dello stabilimento ex Ilva di Taranto. Una svolta nella tormentata vicenda del polo siderurgico, dopo la firma di oggi 20 dicembre, tra l’amministratore delegato di ArcelorMittal, Lucia Morselli, e i tre commissari dell’ex Ilva Francesco Ardito, Alessandro Danovi e Antonio Lupo, di un protocollo d’intesa che riapre la negoziazione.

Il documento in inglese firmato dalle parti consiste in quattro pagine e prevede: «un impegno per elaborare un nuovo piano industriale», come riferisce una fonte legale dopo che i rappresentanti delle società sono usciti dall’aula del primo piano del Palazzo di Giustizia di Milano.

Secondo fonti vicine ai commissari, tra i punti principali del pre-accordo ci sarebbe la partecipazione dello Stato con una quota non superiore al 50%, ma non inferiore al 40. Fissato anche un impegno sulla conversione dei forni, che passerebbero a quelli elettrici nel segno di una «svolta green». Per quanto riguarda il nuovo piano industriale, i dettagli sono ancora tutti da definire, un tema che sarà centrale nelle prossime settimane di trattativa. Tra gli obiettivi che i commissari puntano a raggiungere poi la «tutela occupazionale» quanto più ampia possibile.

«Il Governo italiano, alla luce dell’interesse strategico nazionale delle attività di Ilva e del suo impegno per realizzare il ‘nuovo accordo verde’, è fortemente impegnato a preservare il business come impresa corrente e gli attuali livelli di occupazione sulla base e coerenti con il nuovo piano industriale attualmente in discussione tra le Parti, che mira a produrre circa 8 milioni di tonnellate di acciaio entro il 2023», si legge nella premessa del protocollo d’intesa.

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