Ex Ilva, accordo di massima raggiunto tra commissari e ArcelorMittal. Udienza rinviata al 7 gennaio – Video

«ArcelorMittal farà il possibile per continuare nella produzione, anche se non potrà mantenere gli impegni sulla capacità produttiva, presi nella scorsa udienza, perché nel frattempo è arrivato il provvedimento del giudice di Taranto sullo stop all’altoforno 2», avrebbe detto l’ad Lucia Morselli

I commissari straordinari dell’ex Ilva e Arcelor Mittal hanno raggiunto l’intesa di base per la trattativa della ristrutturazione del contratto originario di affitto e vendita degli stabilimenti e per l’operazione finanziaria di rilancio del polo siderurgico con base a Taranto.


È il 31 gennaio il «termine massimo» entro cui va perfezionato l’accordo vincolante tra Ilva e ArcelorMittal. Lo spiega l’avvocato Ferdinando Emanuele, legale della multinazionale franco indiana. «Mi risulta che si stia firmando in questi minuti un documento che si limita alle basi per una futura negoziazione che si svolgerà fino al 31 gennaio, data entro la quale deve essere raggiunto un accordo. Raggiunta l’intesa, oggi chiederemo il rinvio congiunto dell’udienza».

Udienza che poi è stata rinviata al 7 gennaio. La causa civile è nata dal ricorso presentato dai Commissari straordinari per scongiurare la fuga di ArcelorMittal dal polo siderurgico.

«ArcelorMittal farà il possibile per continuare nella produzione, anche se non potrà mantenere gli impegni sulla capacità produttiva, presi nella scorsa udienza, perché nel frattempo, lo scorso 10 dicembre, è arrivato il provvedimento del giudice di Taranto sullo stop all’altoforno 2», avrebbe detto l’ad Lucia Morselli nell’udienza a porte chiuse.

Le preoccupazioni dei sindacati

In attesa di conoscere i termini dell’accordo, dai sindacati non si placano le preoccupazioni per il destino dei lavoratori tarantini: «Ribadiamo l’importanza del rispetto dell’accordo ministeriale che prevede, a tutt’oggi, la clausola di salvaguardia occupazionale per i lavoratori di Ilva in AS. Tale accordo non può subire modifiche in corso d’opera». Lo affermano il segretario generale della Fiom Cgil di Taranto, Giuseppe Romano, e il coordinatore delle Rsu Fiom dello stabilimento siderurgico Francesco Brigati, che ieri hanno incontrato una delegazione di lavoratori rimasti in capo dell’Ilva in As (in regime di cassa integrazione straordinaria) dopo essere stati dichiarati temporaneamente in esubero da ArcelorMittal.

«Il governo – aggiungono – deve pertanto garantire il rispetto degli accordi e, lì dove sono previste modifiche al piano industriale, così come sembra emergere dalle dichiarazioni del ministro dello Sviluppo economico Patuanelli, si deve partire da quanto sottoscritto con l’accordo del 6 settembre del 2018».

Romano e Brigati fanno presente che «le ultime indiscrezioni in merito ad un possibile intervento legislativo dal nome Cantiere Taranto, hanno determinato una situazione di ulteriore confusione tra i lavoratori senza che ci sia qualcosa di concreto e soprattutto privo di coperture finanziarie».

«Il governo – concludono – deve necessariamente aprire un confronto con le organizzazioni sindacali entrando nel merito delle scelte che riguardano il futuro ambientale, occupazionale e produttivo di Taranto partendo dalla garanzia del mantenimento degli attuali livelli occupazionali».

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