Electrolux: annunciato il dimezzamento della produzione e 1.700 licenziamenti. I lavoratori incrociano le braccia per otto ore

Electrolux ha annunciato un piano di riorganizzazione che prevede circa 1.700 esuberi in Italia su un totale di 4.000 dipendenti, con conseguente dimezzamento della produzione nazionale. La comunicazione è avvenuta durante un incontro del Coordinamento nazionale tenutosi a Venezia, secondo quanto riferito dalle organizzazioni sindacali. La riduzione del personale colpirà tutti gli stabilimenti italiani del gruppo e comprenderà anche la chiusura del sito produttivo di Cerreto d’Esi, in provincia di Ancona, dove lavorano circa 170 persone. Non sono ancora stati comunicati nel dettaglio i numeri degli esuberi negli altri stabilimenti tra cui Porcia, in provincia di Pordenone, Susegana, nel Trevigiano, Forlì e Solaro, nel Milanese.
Tutti gli elettrodomestici che non verranno prodotti e dove
Secondo i sindacati, tra i lavoratori coinvolti rientrerebbero anche circa 200 dipendenti con contratto a termine. Inoltre, il piano prevederebbe l’interruzione della produzione di lavasciuga nello stabilimento di Porcia e la cessazione della produzione di piani cottura a Forlì, attività che rappresenta circa un terzo del business della sede romagnola. A Susegana, invece, non sarebbe mai entrata in funzione una terza linea della serie “Genesi”, destinata alla produzione di frigoriferi di fascia medio-alta. Circa 150 lavoratori collegati a quel progetto potrebbero quindi essere coinvolti nei tagli occupazionali. Problemi di competitività riguarderebbero anche la produzione di lavastoviglie nello stabilimento di Solaro.
Sciopero per domani di otto ore
L’azienda avrebbe espresso la volontà di procedere rapidamente, con l’obiettivo di concludere l’operazione entro l’anno. Davanti all’annuncio, Fim, Fiom e Uilm hanno proclamato lo stato di agitazione permanente e otto ore di sciopero nazionale da organizzare nei diversi stabilimenti. Le sigle sindacali giudicano il piano «inaccettabile» e chiedono un intervento urgente del governo e del Ministero delle Imprese e del Made in Italy. I sindacati sottolineano inoltre che l’azienda avrebbe escluso una possibile partnership con Midea simile a quella già avviata negli Stati Uniti. Anche il segretario generale della UIL, Pierpaolo Bombardieri, ha espresso forte preoccupazione, dichiarando che il sindacato non accetterà piani industriali basati esclusivamente sulla riduzione dei posti di lavoro. Ha inoltre chiesto al presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, di convocare immediatamente un tavolo con sindacati e governo, coinvolgendo anche il ministro Adolfo Urso, per difendere i livelli occupazionali e impedire ulteriori ridimensionamenti industriali. Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha dichiarato di seguire con attenzione la situazione. «Il dicastero – si legge in una nota – intende svolgere tutte le attività di monitoraggio necessarie e mantenere un confronto costante e strutturato con l’azienda e le organizzazioni sindacali».
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