Auto, i dazi di Trump sono già costati 8 miliardi ai produttori europei: conto pesante per Volkswagen, Stellantis se la cava

Otto miliardi di euro in poco più di un anno. È questo il conto pagato dalle case automobilistiche europee per via dei dazi imposti da Donald Trump. La stima – ricavata dal Financial Times dalle dichiarazioni pubbliche dei dirigenti di Volkswagen, Bmw, Mercedes-Benz, Stellantis e Volvo – riguarda il 2025 e i primi tre mesi del 2026. Fino a marzo dello scorso anno, l’aliquota imposta da Washington sulle auto europee era del 2,5 per cento. Dal 3 aprile del 2025 la percentuale è schizzata al 27,5% per effetto dei dazi imposti da Trump, salvo poi scendere al 15% dopo l’accordo raggiunto con Ursula von der Leyen in Scozia.
Lo spettro di nuovi dazi da luglio
Quell’intesa deve ancora ricevere il via libera delle istituzioni europee, con il centrosinistra che da mesi minaccia di far saltare il tavolo se non vengono inserire delle clausole di salvaguardia nel documento. Qualora la ratifica di Bruxelles non dovesse arrivare entro il 4 luglio, giorno in cui gli Usa festeggiano l’Independence Day, Trump imporrà un dazio del 25% sulle auto che gli Stati Uniti importano dal Vecchio Continente. Un’eventualità che, secondo gli analisti di Bernstein, peserebbe per altri 2,6 miliardi di euro nel 2026 solo sui tre principali produttori tedeschi (Volkswagen, Bmw e Mercedes).
L’impatto dei dazi di Trump sull’automotive tedesco
Finora è Volkswagen ad aver subito il colpo più duro. Il gruppo – che comprende i marchi Volkswagen, Audi, Skoda, Seat, Cupra, Porsche, Lamborghini, Bentley e Bugatti – ha stimato in 3,6 miliardi di euro i costi legati ai dazi statunitensi. Il direttore finanziario, Arno Antlitz, ha parlato di un contesto operativo «peggiorato significativamente», avvertendo gli investitori che quest’anno i costi tariffari negli Stati Uniti potrebbero arrivare a 4 miliardi. «Le misure incrementali di riduzione dei costi non saranno sufficienti», ha detto Antlitz, aggiungendo che il gruppo dovrà «rimodellare radicalmente» il proprio modello di business.
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C’è soprattutto un marchio del gruppo Volkswagen che teme un nuovo inasprimento della disputa commerciale tra Washington e Bruxelles. Si tratta di Audi, impegnata a promuovere il nuovo Q9, un Suv di lusso a tre file che sarà prodotto a Bratislava, in Slovacchia, ma è pensato soprattutto per il mercato americano. Per quanto riguarda le altre case automobilistiche tedesche, Bmw ha indicato costi tariffari per circa 2,1 miliardi di euro nell’ultimo anno, includendo anche i dazi sulle importazioni nell’Ue da Stati Uniti e Cina, mentre Mercedes-Benz ha quantificato l’impatto in 1,3 miliardi.
Stellantis se la cava
Impatto tutto sommato più contenuto per Stellantis, che dichiara di aver avuto costi tariffari per circa 1,2 miliardi di euro. Questo perché le vetture del gruppo – che comprende marchi come Alfa Romeo, Fiat, Lancia, Maserati, Citroën, Peugeot, Chrysler, Dodge, Jeep e Opel – non si muovono tanto dall’Europa agli Stati Uniti, ma vengono scambiate tra i Paesi del Nord America, ovvero Usa, Messico e Canada, dove il gruppo ha una forte presenza produttiva.
La crisi dell’automotive e la rincorsa dell’elettrico
I dazi di Trump hanno colpito in un momento già particolarmente delicato per l’automotive europeo, stretto tra gli alti costi dell’energia, la sfida della transizione all’elettrico e la concorrenza cinese. «È molto difficile aspettarsi che i produttori si facciano carico di tutto da soli», ha osservato l’analista Stephen Reitman, ipotizzando un aumento dei prezzi delle vetture, sia negli Usa che in Europa. Nel frattempo, la crisi in Medio Oriente e il caro carburante ha spinto un mercato che per qualche tempo era cresciuto sotto le attese: quello delle auto elettriche. A marzo, le vetture full electric sono cresciute del 51% nei principali mercati europei. E chissà che non sia proprio quel segmento di mercato a compensare, almeno in parte, le perdite dovute ai dazi di Trump.
Foto copertina: EPA/Christopher Neundorf | Una linea produttive di auto elettriche nella fabbrica di Volkswagen a Emden, in Germania

