Stellantis valuta la cessione di alcune fabbriche europee: c’è anche Cassino. Così i cinesi potrebbero iniziare a produrre in Italia

Appare sempre più vicino l’ingresso della Cina nell’automotive italiano. Non quello delle vendite, dove marchi come Byd sono già presenti e continuano a rosicchiare quote di mercato ai competitor europei, ma quello della produzione. Secondo Bloomberg, Stellantis ha intavolato trattative con potenziali partner o acquirenti. Il gruppo guidato da Antonio Filosa non ha commentato specifiche operazioni, ma ha fatto sapere che «intrattiene discussioni con una serie di operatori del settore in tutto il mondo su vari argomenti, nell’ambito della sua normale attività».
I tre stabilimenti che rischiano di passare in mani cinesi
Secondo Bloomberg, sono quattro gli impianti che Stellantis potrebbe vendere oppure iniziare a co-gestire insieme ad altri costruttori: Rennes (Francia), Madrid (Spagna), Cassino (Italia) e una quarta location non meglio specificata. Tra i principali indiziati come potenziali nuovi acquirenti (o partner) del colosso italo-francese ci sono i cinesi di Dongfeng Motor, che a inizio aprile avrebbero visitato alcuni stabilimenti europei di Stellantis. Un potenziale accordo, sempre secondo la ricostruzione di Bloomberg, comporterebbe la condivisione degli impianti per sfruttare la capacità in eccesso in cambio dell’accesso all’ingegneria cinese.
L’ipotesi «investitori stranieri» in Italia
Stellantis, dal canto suo, non ha mai negato i dialoghi con alcuni costruttori asiatici. È il caso di Leapmotor, diventato a tutti gli effetti il brand cinese del gruppo italo-francese, che nel 2025 ha venduto 600mila veicoli e quest’anno punta a sfondare quota un milione. Nei giorni scorsi, il ministro delle Imprese, Adolfo Urso, è tornato a chiedere a Stellantis di aumentare la produzione. L’obiettivo del governo, mai neanche lontanamente rispettato, resta sempre lo stesso: arrivare a un milione di auto prodotte ogni anno. Un target che l’esecutivo è disposto a raggiungere anche aprendo «a investitori stranieri che intendono scommettere sul nostro Paese».
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Attesa per il piano industriale
Nel frattempo, sembra destinata a ridursi ancora una volta la forza lavoro di Stellantis in Italia. Il gruppo, fa sapere in una nota la Fiom Cgil, «ha comunicato di voler avviare una procedura di ulteriori uscite incentivate per 425 lavoratori nello stabilimento di Melfi, dopo le oltre 500 dello scorso anno». La richiesta di uscite per lo stabilimento di Melfi, ricordano i sindacati, «si sommano a quelle già annunciate negli stabilimenti di Pomigliano (150), Mirafiori (121), Atessa (302), Termoli (50), per un totale di più di 1.000 lavoratori che usciranno dagli stabilimenti nei prossimi mesi». Tutti gli occhi sono puntati sul 21 maggio, giorno in cui Stellantis presenterà il suo tanto atteso piano industriale.
Foto copertina: ANSA/Alessandro Di Marco
