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La patrimoniale in Italia c’è già. Vale 10 volte quella della Spagna, e il doppio di quelle di Norvegia e Svizzera

08 Giugno 2026 - 20:26 Fosca Bincher
imposta patrimoniale
imposta patrimoniale
La somma di Imu, imposta di bollo e tassa sulle successioni e le donazioni offre ogni anno circa 27 miliardi di incassi (1,2% del Pil). In Spagna garantisce 2,2 miliardi (0,12% del Pil), in Norvegia 3 miliardi (0,63% del Pil) e in Svizzera 5,8 miliardi di euro (pari allo 0,6% del Pil)
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Gli italiani pagano già più tasse sul patrimonio di spagnoli, norvegesi e svizzeri i cui paesi hanno, unici nel continente europeo, una tassa ufficiale su tutti i patrimoni. Le imposte sui patrimoni in vigore in Spagna e Norvegia e quella sulla sostanza esistente in Svizzera comprendono al loro interno tre parziali tasse sui patrimoni esistenti in Italia: l’Imu, l’imposta sulle successioni e le donazioni e l’imposta di bollo su tutti gli investimenti finanziari. Ma le patrimoniali esistenti in Norvegia e in Svizzera offrono ogni anno incassi di poco superiori allo 0,6% del loro Pil. La patrimoniale esistente in Spagna vale lo 0,12% del Pil. Le tre patrimoniali parziali italiane invece valgono complessivamente quasi l’1,2% del Pil, più del doppio di quelle degli altri paesi.

Il premier norvegese Jonas Gahr Store

La raffica di esenzioni che depotenzia la patrimoniale di Oslo

La Norvegia ha un pil di circa 470,3 miliardi di euro. La sua wealth tax (la patrimoniale) è la più antica esistente, ed è applicata dal 1982. È una tassa dell’1% sui patrimoni netti superiori a 146 mila euro che sale all’1,1% sopra 1,7 milioni di euro. Sono numerose però le esenzioni e nei patrimoni vengono calcolate le case a valore catastale, assai diverso da quello di mercato (molto più basso). L’incasso annuale della patrimoniale è di 3 miliardi di euro, pari appunto allo 0,63% del Pil norvegese.

Il presidente della confederazione elvetica Guy Parmelin

In Svizzera ogni cantone decide le aliquote e le soglie di esenzione

In Svizzera è in vigore l’imposta sulla sostanza, che è riscossa dai comuni di residenza o dai cantoni e si applica sul valore fiscale degli immobili (non quello di mercato), sui conti correnti e sul valore degli investimenti. Per le persone fisiche però non si applica alcuna tassazione sulle plusvalenze ottenute con gli investimenti (in Italia sui capital gain invece si paga da un minimo del 12,5% per i titoli di Stato a un massimo del 26% sulle altre plusvalenze). Ogni cantone ha le sue aliquote e le sue soglie di esenzione, la più bassa è di 200 mila franchi svizzeri. Il gettito totale annuale è di 5,8 miliardi di euro, pari allo 0,6% del Pil annuale che ammonta a 980 miliardi di euro.

Re di Spagna Felipe

In Spagna doppia patrimoniale, ma le tasse vere si pagano sui redditi anche bassi

In Spagna l’imposta sui patrimoni ha una esenzione fino a 700 mila euro e da lì in poi diventa progressiva con aliquote che partono dallo 0,2% al 3,5%. Non è però applicata in tutto il paese, perché le numerose comunità autonome esistenti (anche quella di Madrid) posso stabilire proprie soglie di esenzione più alte o decidere di non applicarle affatto. Cosa che volentieri fanno. Così complessivamente l’incasso della patrimoniale compresa la tassa sui grandi patrimoni (1,7% fra 3 e 5,34 milioni di euro; 2,1% fra 5,34 e 10,69 milioni di euro e 3,5% sopra quella soglia) porta all’erario spagnolo in tutto 2,2 miliardi di euro ogni anno, pari allo 0,12% del Pil. Semmai in Spagna sono molto più alte le tasse sui redditi (la nostra Irpef), che si ottengono sommando una imposta statale con una pari imposta delle varie comunità, e che non prevede alcuna forma di esenzione nemmeno per i redditi molto bassi (si paga il 9,5% da zero a 12.450 euro).

Le tre patrimoniali italiane: Imu, imposta di bollo e tassa sulle successioni

L’Italia incassa dall’Imu, da cui è esentata la prima casa, circa 16,9 miliardi di euro, pari allo 0,74% del Pil annuale che ammonta a 2.258 miliardi di euro. L’imposta di bollo su tutti gli investimenti finanziari, compresa la quota fissa sui conti correnti, garantisce in incasso all’erario di 9 miliardi di euro ogni anno, pari allo 0,46% del Pil. Oltre a queste due imposte patrimoniali esiste anche la tassa sulle successioni e sulle donazioni, che ha una esenzione fino a un milione di euro. Garantisce allo Stato l’incasso di poco superiore al miliardo di euro ogni anno, pari allo 0,05% del Pil. Sommate insieme le tre mini patrimoniali italiane ogni anno garantiscono all’erario entrate pari a circa l’1,2% del Pil, assai superiori a quelle dei tre paesi in cui esiste una sola patrimoniale.