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Carburanti, prorogato lo sconto sulle accise fino al 3 luglio. Ma per il diesel il taglio si dimezza: come cambiano i prezzi alla pompa

06 Giugno 2026 - 14:14 Cecilia Dardana
benzina gasolio accise
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Lo stanziamento da 149 milioni di euro copre la proroga, ma la riduzione del bonus sul gasolio fa infuriare i consumatori: «Un autogol, in autostrada supererà i 2,1 euro»
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Il governo proroga lo sconto sulle accise dei carburanti fino al 3 luglio 2026, ma per le tasche degli automobilisti, in particolare per chi guida un’auto a gasolio, non è tutto oro quel che luccica. Come aveva annunciato il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, è arrivato il nuovo decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze, di concerto con il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, che è stato pubblicato oggi in Gazzetta Ufficiale per far fronte al caro carburanti. Le nuove misure scatteranno ufficialmente da domani, domenica 7 giugno. La novità principale riguarda la rimodulazione degli sconti: se per la benzina la riduzione della tassa resta invariata, per il diesel scatta un drastico dimezzamento.

Come cambiano i prezzi alla pompa da domenica 7 giugno

Il meccanismo dei bonus sui carburanti viene modificato in modo modulare, riducendo l’impatto del paracadute statale soprattutto sul comparto del gasolio. Per quanto riguarda la benzina, l’esecutivo ha deciso di confermare l’attuale taglio di 5 centesimi al litro, che considerando l’Iva si traduce in un risparmio reale di poco superiore ai 6 centesimi. La vera stangata colpisce invece il diesel: in questo caso lo sconto si dimezza bruscamente, passando dai precedenti 10 centesimi agli attuali 5 centesimi al litro. Il beneficio reale per i consumatori alla pompa scende quindi da 12,2 a 6,1 centesimi. Per coprire la proroga di un mese il ministero ha stanziato 149,4 milioni di euro, somma che arriva interamente dall’extra gettito Iva registrato dallo Stato nel periodo compreso tra il 1° e il 31 maggio 2026.

Urso: «Avanti a tutela di famiglie e imprese»

Da Rapallo, a margine del convegno dei Giovani Imprenditori di Confindustria, il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha difeso la linea della prudenza adottata dall’esecutivo spiegando che le risorse vengono utilizzate per continuare a tagliare le accise in modo modulare, così da rispondere alle esigenze di imprese e famiglie. Urso ha poi sottolineato che il prezzo dei carburanti è costantemente in discesa sotto i due euro e che si proseguirà con questa politica di responsabilità e di cautela per ridurre l’impatto sull’inflazione generale. E a chi chiede quante risorse possono ancora essere messe in campo per il taglio delle accise, il ministro risponde: «È giusto che sia il ministero dell’Economia a comunicarlo quando avrà realizzato il decreto attuativo».

La rabbia dei consumatori: «Una decisione assurda»

Di parere diametralmente opposto l’Unione Nazionale Consumatori, che boccia senza appello il provvedimento definendolo un vero e proprio “autogol” economico, proprio nel momento in cui l’Istat ha certificato l’inizio della traslazione dei costi energetici sui prezzi al consumo. Il presidente dell’associazione, Massimiliano Dona, calcola l’impatto immediato del dimezzamento dello sconto sulle tasche dei cittadini: «Una pessima idea, il governo continua a ridurre lo sconto. Una decisione assurda considerato che oggi il gasolio si paga ancora 2,072 euro in autostrada. Il che vuol dire che da domani varcherà nuovamente la soglia di 2,1 euro al litro, arrivando a 2,133 euro, pari ad un aggravio di 3 euro e 5 centesimi per un solo rifornimento di 50 litri. Non va molto meglio sulle strade normali, dove il diesel salirà oltre i 2 euro, passando da 1,980 di oggi a 2,041».

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