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L’Inps cerca fumettisti e illustratori per le nuove carte in stile “gaming”. Ma paga in visibilità

19 Luglio 2026 - 16:23 Cecilia Dardana
inps bando carta illustratori fumettisti
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L'iniziativa per avvicinare le nuove generazioni ai servizi previdenziali scade il 28 agosto 2026. Nel regolamento del contest c'è la concessione della licenza d'uso all'istituto, ma non è prevista alcuna retribuzione: «Iniziativa a finalità culturale»
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Trasformare i servizi previdenziali e assistenziali in carte illustrate, strizzando l’occhio al mondo dei videogiochi e delle trading card collezionabili per parlare la stessa lingua degli under 30. È questa l’idea alla base di “Crea con noi la prossima carta”, il nuovo progetto artistico lanciato dall’Inps e rivolto a illustratori, fumettisti e creativi digitali. Un’operazione di rebranding e comunicazione che punta tutto sulla creatività dei giovani per svecchiare l’immagine dell’istituto. C’è però un dettaglio, non proprio trascurabile, che salta subito all’occhio scorrendo le linee guida del bando: il lavoro richiesto non verrà pagato.

La previdenza che non prevede budget

L’istituto nazionale che per definizione si occupa di tutelare il lavoro, i lavoratori e la loro previdenza in Italia, per questa specifica campagna ha deciso di non stanziare alcun budget. I partecipanti hanno tempo fino al 28 agosto 2026 per scegliere uno dei tre servizi proposti dall’Inps, scaricare un template ufficiale e reinterpretarlo secondo il proprio stile grafico. Peccato che chi verrà selezionato a settembre non avrà diritto ad alcun contratto o gettone di presenza, né tantomeno a premio in denaro. Perché, si legge nel bando, «le illustrazioni selezionate entreranno nella collezione ufficiale e saranno utilizzate per attività di comunicazione, divulgazione ed esposizione durante eventi e iniziative dedicate». Come dire: fatevi bastare la visibilità (e magari ringraziate pure).

Il premio in visibilità e la licenza d’uso all’Inps

Per i creativi che passeranno la selezione, insomma, la ricompensa promessa si racchiude nella più classica (e contestata) delle monete fittizie: la visibilità. Nel testo di presentazione del bando, l’Inps mette nero su bianco la natura non remunerata del progetto: «La partecipazione è gratuita e rientra in un’iniziativa a finalità culturale e creativa. Gli autori mantengono i diritti sulle proprie opere, concedendo a Inps una licenza d’uso non esclusiva per la valorizzazione del progetto». Se da un lato viene specificato che la proprietà intellettuale resta in mano all’artista, dall’altro si richiede la cessione della licenza d’uso all’ente pubblico per le sue attività di comunicazione. Il tutto, appunto, a titolo completamente gratuito.

Il cortocircuito della finalità culturale

Non è la prima volta che enti pubblici o grandi istituzioni ricorrono allo strumento del contest creativo per ottenere loghi, grafiche o campagne pubblicitarie a costo zero, mascherando il tutto sotto la dicitura di «iniziativa culturale». Il cortocircuito, in questo caso, appare ancora più evidente proprio perché a promuovere il bando è l’Inps. In un mercato, come quello della grafica e dell’illustrazione, già fortemente colpito dal precariato, dalla svalutazione delle competenze e dal sopravvento dell’Intelligenza artificiale, la scelta di non prevedere un budget o un premio economico per i progetti selezionati rischia di alimentare la storica dinamica del lavoro gratis in cambio di portfolio. Resta da vedere quanti fumettisti e illustratori decideranno di mettersi alla prova entro la scadenza di fine agosto, accettando di arricchire la collezione dell’istituto previdenziale in cambio del solo prestigio istituzionale.

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