Ultime notizie Delitto di GarlascoDonald TrumpGiorgia MeloniMaturitàMondiali 2026
ECONOMIA & LAVOROInpsLavoro e impresaPensioni

Le nuove pensioni: assegni più bassi fino a 148 euro mensili per quelle di anzianità

24 Giugno 2026 - 06:33 Alessandro D’Amato
pensioni importi calo 2025
pensioni importi calo 2025
I dati dell'Inps. Un lavoratore dipendente andato in pensione nel 2025 ha ricevuto in media 248 euro in meno. Per un neo pensionato della Pa sono 76
Google Preferred Site

Nel 2025 l’Inps ha liquidato 834.658 pensioni previdenziali. 27 mila in meno rispetto al 2024 e 35 mila rispetto al 2022. È uno degli effetti della stretta sulle uscite. In calo, spiega oggi Il Sole 24 Ore, anche il valore medio delle nuove pensioni liquidate l’anno scorso. Il taglio dell’assegno pensionistico raggiunge i 148 euro mensili per le pensioni di anzianità dei maschi. Nel caso delle pensioni di vecchiaia le donne hanno un importo minore del 45% rispetto agli uomini.

Le pensioni in calo

I dati vengono dal rendiconto sociale dell’Inps presentato dal Consiglio di indirizzo e vigilanza (Civ). Per la maggior parte delle gestioni l’importo medio delle nuove pensioni nel 2025 è minore di quelle vigenti. Per esempio un lavoratore dipendente andato in pensione nel 2025 ha ricevuto in media 248 euro in meno rispetto alla media delle pensioni già in pagamento nella stessa gestione. Per un neo pensionato della Pa sono 76 euro in meno. E l’età media continua a crescere: per le donne da 64,4 anni del 2022 a 65,4 anni del 2025, per gli uomini da 63,7 anni del 2022 a 64,1 anni del 2025. Le prestazioni assistenziali sono state invece 2.435.704 tra indennità di accompagnamento e 1.067.436 le prestazioni di invalidità civile.

Il decremento dei pensionati

C’è anche un calo nel numero dei pensionati. Nel 2025 si è scesi a 15.435.694 – di cui 7.426.392 maschi e 8.009.302 femmine – rispetto ai 16.454.684 del 2024, mentre la spesa per le pensioni è salita a 325 miliardi, in aumento rispetto ai 320,5 miliardi del 2024 per l’indicizzazione all’inflazione. Si riducono anche le uscite con gli strumenti di flessibilità: nel 2025 sono 5.643 i beneficiari delle quote (ultima Quota 103 con ricalcolo), rispetto ai 112.982 di Quota 100 nel 2021; per Opzione donna, per le regole più restrittive le uscite sono passate da 26.427 nel 2022 a 3.860 nel 2025.

Opzione Donna

Intanto un’ordinanza della Corte di Cassazione dice che l’accesso anticipato a pensione con opzione donna non può essere fruito se si sono già raggiunti i requisiti per accedere alla pensione anticipata ordinaria. L’ordinanza 20128/2026 ha esaminato il caso di una lavoratrice che aveva richiesto il trattamento pensionistico sperimentale con opzione donna (nell’originaria versione introdotta dalla legge 243/2004). La sede Inps competente aveva rigettato la domanda, dal momento che l’assicurata aveva già maturato gli ordinari requisiti per la pensione anticipata previsti dalla riforma Fornero (nel 2015 pari 41 anni e 6 mesi di contributi).

La Cassazione

Il Tribunale di Forlì ha accolto il ricorso della lavoratrice. L’ordinanza della Cassazione ha accolto la tesi dell’Inps: secondo la Suprema corte opzione donna nasce come deroga ai più rigorosi requisiti degli accessi ordinari a pensione con la esclusiva finalità di accordare il trattamento pensionistico in anticipo rispetto agli altri assicurati. Questa forma pensionistica non è stata più rinnovata, ma resta facoltà alle lavoratrici di richiederne l’accesso qualora ne siano stati maturati i requisiti anagrafici (da 61 a 59 anni, a seconda del numero di figli) e contributivi (almeno 35 anni di contributi effettivi) unitamente a uno dei tre status di bisogno (care-giving, invalidità o presenza di un tavolo di crisi aperto dal datore di lavoro) entro il 31 dicembre del 2024.

leggi anche