Prometteva investimenti sicuri e rendimenti del 5%: così un consulente ha fatto perdere 5,8 milioni a 35 clienti

Per oltre dodici anni ha gestito i risparmi di circa 35 persone tra Arezzo e il Valdarno, convincendole a affidargli grandi somme con la promessa di investimenti sicuri e rendimenti costanti fino al 5% annuo. Ha conquistato la loro fiducia arrivando a gestire oltre 9,3 milioni di euro appartenenti ai clienti. Ma li ha truffati: il consulente finanziario si è rivelato un truffatore, e a cascare nella sua rete sono stati anziani e intere famiglie che gli avevano consegnato i risparmi di una vita, fidandosi di una figura che nel tempo era diventata credibile. Secondo quanto ricostruito dalla Guardia di Finanza, quella fiducia sarebbe stata tradita da un sistema di investimenti ad alto rischio e operazioni non trasparenti che ha portato a perdite complessive stimate in circa 5,8 milioni di euro.
La truffa e le false promesse
Gli investigatori del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Arezzo hanno indagato per circa due anni fa, partendo dalle denunce di alcuni risparmiatori. Il consulente avrebbe conquistato nel tempo la piena fiducia dei clienti, promettendo rendimenti annui fissi del 5% e investimenti sicuri a lungo termine. Per mantenere la fiducia degli investitori, avrebbe inoltre consegnato periodicamente rendiconti falsi che mostravano una situazione positiva degli investimenti, quando in realtà le perdite erano già consistenti. In realtà, secondo le accuse, i capitali venivano impiegati in operazioni ad altissimo rischio, non compatibili con il profilo degli investitori. Le perdite complessive accertate ammontano a circa 5,8 milioni di euro, in alcuni casi con una svalutazione dei capitali vicina all’80 per cento.
Documenti falsificati, operazioni non autorizzate e rendiconti falsi
L’indagine ha fatto emergere anche una serie di irregolarità gravi nella gestione formale dei rapporti con i clienti. Il consulente avrebbe infatti falsificato firme e documenti, alterato i questionari MiFID necessari a definire il profilo di rischio dei risparmiatori e, in diversi casi, effettuato operazioni non autorizzate, come bonifici e aperture di conti correnti a nome dei clienti. In un episodio specifico, parte delle somme sarebbe stata trasferita in Svizzera senza che l’investimento promesso venisse effettivamente realizzato, aggravando ulteriormente il danno economico per i risparmiatori coinvolti.
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Indagini, radiazione e condanna
L’inchiesta è partita circa due anni fa dalle denunce di alcuni risparmiatori ed è stata condotta dalla Compagnia della Guardia di Finanza di San Giovanni Valdarno. Nel corso delle indagini preliminari, l’Organismo di vigilanza e tenuta dell’Albo unico dei consulenti finanziari ha disposto la radiazione del professionista. Il procedimento penale si è poi concluso con un patteggiamento davanti al GIP del Tribunale di Arezzo. L’uomo accusato di truffa aggravata è stato condannato a un anno e dieci mesi. Le autorità ricordano inoltre che, secondo la normativa vigente, l’istituto di credito può essere chiamato a rispondere in solido dei danni subiti dai clienti.

