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L’email dal ministero per avere le domande in anticipo, la truffa sul test di Medicina. Il trucco della 21enne: come l’hanno scoperta

27 Maggio 2026 - 12:43 Giulia Norvegno
Test di medicina
Test di medicina
Finito il semestre filtro, la studentessa sperava di conoscere prima di tutti le domande a cui avrebbe dovuto rispondere per passare il test. Ma chi ha letto le sue email con falso nome non ci è cascato
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Una studentessa di 21 anni è stata denunciata per sostituzione di persona e tentato accesso abusivo a sistema informatico. La ragazza, fuorisede domiciliata a Roma e iscritta a una facoltà diversa da Medicina, avrebbe tentato di mettere le mani in anticipo sulle domande dei test di Fisica, Chimica e Biologia previsti per l’ammissione a Medicina e Chirurgia al termine del semestre filtro. Per riuscirci, come ricostruisce il Corriere di Bologna, avrebbe inviato una serie di email al Cineca firmandosi falsamente come figura istituzionale, ad esempio una dirigente del Ministero dell’Università e della Ricerca. Il consorzio interuniversitario bolognese, però, non ci è cascato e ha sporto denuncia.

Le indagini della polizia postale sul tentato phishing

L’inchiesta, coordinata dalla Procura di Bologna, è stata condotta dal Centro operativo per la sicurezza cibernetica dell’Emilia-Romagna con il coordinamento del Servizio polizia postale e per la sicurezza cibernetica. Stando a quanto riferisce Repubblica, gli investigatori sono arrivati all’identificazione della giovane attraverso attività tecniche e approfondimenti mirati, partiti proprio dalla segnalazione del Cineca. I tecnici del consorzio, seguendo le indicazioni della postale, avevano risposto alle email della studentessa fingendo di inviare i dati richiesti, ma allegando link utili a tracciarla. Con un decreto di perquisizione le forze dell’ordine hanno poi sequestrato alla ragazza pc, tablet e telefoni, da cui sarebbero emersi diversi elementi indiziari a suo carico.

Bernini: «Garantite pari opportunità agli studenti»

A commentare l’operazione anche la ministra dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini, che ha ringraziato gli investigatori. «Un grazie alla Polizia Postale per il lavoro svolto e per aver impedito che qualche furbetto avesse in anticipo le domande degli esami di Medicina». La ministra ha poi rivendicato il lavoro fatto sul semestre aperto: «Aver garantito correttezza, trasparenza e rispetto delle regole nelle prove del semestre aperto ha significato assicurare pari opportunità a tutte le studentesse e gli studenti, valorizzando esclusivamente l’impegno, lo studio e il merito. Gli strumenti migliori per costruire le proprie competenze e la propria crescita».

Il caso parallelo degli studi legali e le fake news sui test

Come ricorda il Corriere di Bologna, accanto a quello sul phishing in Procura era stato aperto anche un secondo fascicolo che riguarda alcuni studi legali sospettati di aver diffuso fake news sulla regolarità delle prove. Sui profili social di qualche avvocato, il 9 dicembre scorso, cioè il giorno prima degli appelli, sarebbero comparsi screenshot con presunte domande dei quiz, rivelatesi però non corrispondenti a quelle reali. L’obiettivo, secondo gli inquirenti, sarebbe stato dimostrare che i test erano irregolari per spingere gli studenti a presentare ricorso, con tanto di listino prezzi per il servizio.

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