‘Ndrangheta in Piemonte, Meloni: «Fdi è vittima. Mi auguro si tratti di un errore se no mi costituirò parte civile»

«Per me è un tuffo al cuore sapere che c’è qualcuno che usa il simbolo di FdI, e i sacrifici che faccio, per fare accordi con quelli che io combatto. Se pensate di venire in Fdi per fare accordi con la criminalità organizzata, non ci venite perché ci fate vomitare»

«La permeabilità della politica italiana alla ‘ndrangheta è un problema serio, che non risparmia nessuno, anche noi. Mi auguro che si tratti di un errore. Quando una persona bussa alla mia porta, con gli strumenti di cui un partito dispone, chiedo: è una persona specchiata?». 


A dirlo è Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, incalzata dai giornalisti dopo la notizia dello scandalo che ha investito Roberto Rosso, l’ormai ex esponente di Fratelli d’Italia nonché assessore ai Diritti civili della Regione Piemonte, arrestato con l’accusa di voto di scambio politico-mafioso nell’inchiesta della guardia di finanza di Torino.

«Io ho iniziato a fare politica combattendo la criminalità organizzata. Sono la prima vittima di casi di permeabilità della politica», ha spiegato Meloni ad Adnkronos. Poi la leader di Fdi ha lanciato un monito preventivo: «Se pensate di venire in Fdi per fare accordi con la criminalità organizzata, non ci venite perché ci fate vomitare».

«Per me è un tuffo al cuore sapere che c’è qualcuno che usa il simbolo di Fratelli d’Italia, e i sacrifici che faccio, per fare accordi con quelli che io combatto», ha proseguito Meloni, che infine ha tuonato: «Sono io che mi costituisco parte civile al processo».

Rosso avrebbe pagato 15mila euro a esponenti della ‘Ndrangheta in cambio della promessa di un “pacchetto” di voti alle ultime regionali in Piemonte del 26 maggio. Un accordo che secondo il procuratore generale del Piemonte, Francesco Saluzzo, «ha avuto successo» e da cui è emerso che Rosso era «pienamente consapevole circa la intraneità mafiosa degli interlocutori tra il politico e i suoi intermediari».

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