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Il Sultano alla nuova conquista del Mediterraneo: Erdogan a sorpresa a Tunisi per tutelare Tripoli

25 Dicembre 2019 - 13:47 Cristin Cappelletti
epa08081319 A handout photo made available by the Malaysia Department of Information showsTurkish President Recep Tayyip Erdogan reacting during 1st Round Table Session on the Kuala Lumpur Summit 2019, in Kuala Lumpur, Malaysia, 19 December 2019. KL Summit 2019 is a four-day gathering steered by its chairman, Malaysia Prime Minister Mahathir Mohamad, that runs 18 to 21 December. The summit is organized to provide a platform for leaders and intellectuals to discuss issues pertaining to the muslim world. Qatari Emir Sheikh Tamim Hamad Al Thani, Turkish President Recep Tayyip Erdogan and Iranian President Hassan Rouhani will all be in attendance.  EPA/FANDY AZLAN / DEPARTMENT OF INFORMATION HANDOUT  HANDOUT EDITORIAL USE ONLY/NO SALES
Vicino l'accordo per un cessate il fuoco in Libia
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Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan è arrivato questa mattina a Tunisi. Una visita a sorpresa per puntellare i confini strategici con la Libia e tutelare il suo alleato Fayez al Sarraj. Con il suo omologo tunisino, Kais Saied, il leader dell’Akp ha trattato per dei passi in avanti per un cessate il fuoco nel paese nord africano, dove da due settimane le truppe guidate dal generale Haftar hanno ripreso l’offensiva verso Tripoli.

Presente anche il ministro degli Esteri di Ankara, Mevlut Cavusoglu, della Difesa, Hulusi Akar, il capo dell’intelligence, Hakan Fidan, e il direttore delle Comunicazioni della presidenza turca, Fahrettin Altun. Una nutrita delegazione che svela sempre di più le ambizioni della Turchia nel Mediterraneo, mentre Erdogan sta rafforzando non solo i legami con il governo di accordo nazionale di Tripoli, ma anche la sua forza militare.

Due settimane fa, Ankara ha siglato un accordo con Tripoli che ha avvicinato la Turchia a uno scontro con la Grecia. L’accordo prevede la giurisdizione della Turchia in un tratto di acque al largo del nord Africa, giurisdizione che Ankara rivendica in base all’estensione della propria costa e alla posizione delle proprie isole, rigettando le pretese della Grecia e della parte greca di Cipro, basate sull’esistenza dell’isola greca di Kastellorizo, situata a pochi chilometri dalla costa turca.

Il memorandum, contrastato fortemente da Atene, determina le giurisdizioni marittime di entrambi i Paesi e mira a permettere a Tripoli e Ankara di sfruttare le ingenti risorse di idrocarburi che potrebbero trovarsi nel Mediterraneo centro-orientale.

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