Davide Faraone racconta cosa significa essere genitori di figli autistici in Italia: «Prima avevo vergogna e non ne parlavo» – Video

Sua figlia ha 16 anni e vive a Palermo. Il senatore di Italia Viva, ospite in studio a Open, racconta le paure che affrontano le famiglie con figli autistici

Non usa mezzi termini Davide Faraone, capogruppo in Senato di Italia Viva, ma prima di tutto papà di Sara, 16 anni che vive a Palermo e soffre di autismo (storia che ha deciso di raccontare nel libro «Con gli occhi di Sara»). «Inizialmente non ne parlavo con nessuno, avevo vergogna. Tenevo nascosto che mia figlia fosse autistica» spiega Faraone, ospite in studio a Open.

I problemi delle famiglie con figli autistici

Poi la decisione di uscire allo scoperto e di “usare” la storia di sua figlia per provare ad aiutare tutte le altre famiglie con figli autistici. Famiglie che spesso non possono permettersi le costosissime terapie private, che devono dedicarsi giorno e notte al figlio autistico finendo per non poter più lavorare, e quindi con gravissime ricadute economiche. Famiglie che devono fronteggiare grandi e piccoli problemi quotidiani: dalle reazioni dei compagni di scuola all’esclusione sociale, come nessun invito alle feste di compleanno o alla gita scolastica, fino alle diagnosi inesatte dei medici.

Una società «violenta» nei confronti degli autistici, così la definisce Faraone, che non ammette le fragilità di un politico, come nel suo caso, che improvvisamente, nel cuore delle primarie del Pd, sparisce per dedicarsi alla figlia che aveva avuto una crisi.

Il rapporto tra Davide Faraone e la figlia Sara

«Noi due siamo uguali e io sono convinto che sia stata più utile lei a me che io a lei. Non la scambierei con nessuna figlia al mondo anche se ho molte paure, io così come tutti i genitori che hanno figli autistici. Ad esempio, cosa ne sarà di Sara quando i genitori e i nonni non ci saranno più? Quale sarà il dopo di noi? La politica se ne preoccupa relativamente».

«Molti genitori sperano di veder morire prima il figlio per paura del loro futuro. E c’è di più: in molti di noi auspichiamo la bocciatura dei nostri figli a scuola, a differenza di quanto avviene normalmente, perché fuori c’è il deserto» aggiunge il senatore, oggi impegnato nella Fondazione italiana per l’autismo (disturbo dello spettro autistico che coinvolge linguaggio, comunicazione e interazione sociale, ndr).

Ragazzi speciali

Tutto a carico dei genitori, spesso lasciati da soli con dei figli speciali che chiedono non pietà ma qualche attenzione in più. E la cronaca dei nostri giorni è piena di ragazzi straordinari, affetti da autismo, che hanno superato se stessi: da Andrea che si è laureato con 110 e lode al giovane Samuele che si è diplomato tra gli applausi a Gela. Perché in questi casi la migliore cura è l’integrazione e, più semplicemente, la normalità.

Intervista e montaggio di Fabio Giuffrida | Elaborazione grafica di Vincenzo Monaco per Open

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