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Agrolimentare, l’eccellenza italiana in cui i giovani sono sempre più protagonisti (soprattutto al Sud)

30 Dicembre 2019 - 18:46 Redazione
epa06207927 A worker harvests grape in the vineyards of "Stobi" vinery, near city of Negotino, the Former Yugoslav Republic of Macedonia, 12 September 2017. (issued 16 September) Stobi Winery is a part of the ever-evolving wine traditions in the region. The winery is located only 80 km from the capital of Skopje, in the Tikves wine region - the biggest and the most important wine region which stretches on 10.000 ha, along the same latitude as Rioja and Ribera del Duero. As the Mediterranean climate from the south collides with the continental climate from the north, it creates an area most remarkable for grape growing and wine production on the entire Balkan Peninsula. They chose to place their winery in the locality of Gradsko, in vicinity of the ancient city of Stobi, where the two rivers Erigon (Crna river) and Axios (Vardar) cross their path. It is also where they cultivate all of their vineyards.
The range of different local and international varieties that they cultivate is large: Râkaciteli, Smederevka, Temjanika, Chardonnay, Zilavka,  Zupljanka, Muscat Ottonel, Italian Riesling, Rhein Riesling (whites), Vranec, Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Merlot, Pinot Noir, Petit Verdot, Syrah, Prokupec (reds). The capacity of the winery is 4.5 million liters, of which 350 000l in oak barrels and barrique. More than 25 different labels are currently produced in the Stobi Winery divided in 4 product lines. This winery is export oriented and present with their wide portfolio on over 20 different markets worldwide.  EPA/GEORGI LICOVSKI  ATTENTION: This Image is part of a PHOTO SET
Nel 2018 le imprese giovanili agricole nel Mezzogiorno sono cresciute dello +7,4% a fronte di una media nazionale del +4,1%
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Valgono circa il 6% del Prodotto interno lordo ma i settori dell’agricoltura (2,1% del Pil) e dell’industria alimentare (3,9%) sono tra quelli più in crescita in Italia grazie, soprattuto, alle esportazioni di vino made in Italy (cresciuto da 3,8 a 6,8 miliardi, +80,3%, negli ultimi dieci anni) e del settore dolciario (4,6 miliardi di export, +119% rispetto a dieci anni fa).

Risultati ottenuti nonostante la crisi nella produzione di olio di oliva, dovuta in parte anche all’epidemia di xylella, e degli agrumi (-4,0%). Si tratta, inoltre, di un settore che attrae molti giovani che sono sempre più protagonisti, soprattutto nel Mezzogiorno.

Meno aziende agricole al Sud, ma più giovani alla guida rispetto al Nord

Secondo i dati dell’Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare (ISMEA) le imprese giovanili agricole sono aumentate di circa 12% rispetto all’ultimo triennio. Il totale è aumento di circa 6 mila: si è passati dalle 49,5 mila unità del 2015 alle 55,3 mila del 2017.

In generale si tratta di un settore che, come molti altri in Italia, sta invecchiando: secondo i dati Istat del 2016 sulla struttura e produzione delle aziende agricole, i giovani agricoltori (under 40) sono solo il 7,7% del totale dei capi azienda, non lontano dalla media nazionale del 7,9%.

Ma nonostante questo, il numero delle imprese agricole giovanili va aumentando, sopratutto al Sud al netto di una crescita più contenuta del settore (+8% rispetto al +12%). Nel 2018 però, le imprese giovanili agricole nel Mezzogiorno sono cresciute dello +7,4% a fronte di una media nazionale del +4,1%.

ISMEA / Rapporto sulla competitività dell’agroalimentare nel mezzogiorno (2019)

Si parla di una proporzione considerevole del totale numero di aziende a gestione giovanile: le aziende gestite dagli under 40 anni nel Meridione, ben 52.610, corrispondono infatti al 57,8% del totale delle aziende nazionali condotte da giovani.

Un dato che fa presagire l’inizio di un vero e proprio “ritorno alla terra” da parte dei più giovani, “grazie” non soltanto alla mancanza di opportunità ma anche alla crescita del settore.

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