Non solo Di Battista, anche Lezzi difende Paragone

«Gianluigi Paragone è e resta un mio collega», scrive l’ex ministra in un post su Facebook. Il movimento in fibrillazione anche per il nuovo gruppo parlamentare che starebbe nascendo attorno a Lorenzo Fioramonti

Non sarà indolore l’espulsione, arrivata dopo la decisione dei provibiri, di Gianluigi Paragone dal Movimento 5 Stelle. Dopo l’attestato di stima all’ormai ex pentastellato, in sostanza un attacco dai vertici, da parte del pasdaran del movimento Alessandro Di Battista, arriva anche la solidarietà polemica rispetto alla decisione, dell’ex ministra del Sud Barbara Lezzi.

Mentre Paragone va all’attacco («Sono stato espulso dal nulla») e minaccia una battaglia legale, Lezzi attraverso un post Facebook contesta l’espulsione. «Gianluigi Paragone è e resta un mio collega – scrive l’ex ministra -. Fino a quando, e sono certa che continuerà così, lavorerà senza sosta per i deboli, per assicurare un salario minimo decente, per fare in modo che le multinazionali osservino le leggi del nostro Paese resterà un mio collega».

Gianluigi Paragone è e resta un mio collega. Fino a quando, e sono certa che continuerà così, lavorerà senza sosta…

Gepostet von Barbara Lezzi am Donnerstag, 2. Januar 2020

La senatrice usa poi una metafora medica per dimostrare la sua contrarietà alla cacciata di Paragone: «Non è una buona idea espellere gli anticorpi, caro Movimento 5 Stelle». Conclude il commento con una classica chiosa identitaria dei post di Beppe Grillo, forse per voler richiamare ai valori fondativi del Movimento: «In alto i cuori». La posizione di Lezzi oltre che strettamente politica va considerata anche dal punto di vista dei numeri: l’ex titolare del dicastero del Sud siede al Senato, dove i numeri per il governo non sono solidissimi.

Parallelamente il M5S deve affrontare un altro fronte di sfilacciamento: quello aperto dopo le dimissioni da ministro dell’Istruzione (e l’abbandono al movimento) di Lorenzo Fioramonti, pronto, ormai sembra assodato, a costituire un nuovo gruppo parlamentare (si dovrebbe chiamare “Eco”): secondo diverse fonti una decina di parlamentari sarebbero pronti a seguirlo.

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