Quando le chat diventano un pericolo: dagli stickers pedopornografici alle vendette porno che in pochi denunciano

E ci sono già i primi minori indagati per aver diffuso adesivi digitali dai contenuti pedopornografici

Dagli stickers pedopornografici all’applicazione di messaggistica istantanea “Kik” usata per scambiarsi materiale porno di bambini, dagli insulti ai vip e ai politici alle truffe romantiche. I social media e il web rischiano di diventare una giungla, una trappola soprattutto per i più deboli, come sottolineano i dati diffusi dalla polizia postale sui reati del 2019.


Gli stickers

Un fenomeno particolarmente insidioso e che «ha fatto breccia tra giovani e giovanissimi» è rappresentato dagli stickers, ovvero adesivi digitali gratuiti da condividere sulle piattaforme di messaggistica istantanea, dai contenuti offensivi, violenti, discriminatori, antisemiti e persino pedopornografici. E ci sono anche i primi minori (in totale sono sette) indagati per diffusione e detenzione di materiale pedopornografico, a seguito della diffusione di stickers.

Kik per scambiarsi foto porno

Inquietante è la diffusione di immagini pedopornogafiche, cioè che coinvolgono bambini, attraverso “Kik”, applicazione di messaggistica istantanea per smartphone usata soprattutto dai giovanissimi. A segnalare un caso sospetto, ad esempio, è stato un sacerdote nei confronti di un suo ex alunno che, attraverso il suo account Instagram, seguiva bambini e ragazzi in atteggiamenti provocanti. Foto che, stando alle indagini scattate subito dopo, avrebbe scambiato su “Kik”.

Gli haters

Nel mirino degli haters, invece, finiscono spesso i personaggi che ricoprono incarichi istituzionali o comunque conosciuti dal grande pubblico. Dai vip ai politici: questa è la diffamazione online. Sono 2.426 i casi trattati nel 2019 e 738 le persone indagate. 514, invece, i casi di ricatto online dall’inizio dell’anno. 

Revenge porn

Tra questi c’è il revenge porn, fenomeno in continua crescita, che purtroppo registra una certa «ritrosia nella denuncia» da parte delle vittime: «I dati non rispecchiano la gravità e l’estensione del fenomeno».

Truffe romantiche

Le truffe romantiche vedono come vittime donne di età compresa tra i 40 e i 60 anni, ingannate da uomini conosciuti in rete e indotte, con stratagemmi sentimentali, a versare ingenti somme di denaro a truffatori senza scrupoli.

E non solo…

A tutto questo si aggiungono: l’incitamento all’odio, il cyberbullismo, l’adescamento dei minori online, le molestie, le minacce e lo stalking tramite social network, il “phishing” massivo, ovvero la truffa informatica che consiste, ad esempio, nell’invio di mail con il logo contraffatto di un istituto di credito in cui si invita l’utente a cedere i propri dati (come il numero della carta di credito), e il reclutamento da parte del sedicente Califfato di nuovi combattenti in tutto il mondo, Italia compresa.

Infine ci sono i siti e le tv pirata che trasmettono illegalmente segnali di emittenti tv a pagamento, da Sky a Mediaset, da Netflix a DAZN. Uno degli artefici è stato rintracciato in Italia: si tratta di un cittadino palermitano accusato di aver trasmesso abusivamente l’intero palinsesto Sky, attraverso internet. In casa aveva 57 decoder per un giro di clienti finali stimato in circa 11.000 persone in tutta Italia.

Foto in copertina: Pixabay

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