Caso Gregoretti, ancora caos in Giunta: la maggioranza lascia (di nuovo) l’aula per protesta

I senatori di maggioranza hanno criticato il presidente della Giunta per aver deciso di mettere ai voti le richieste senza che fossero presenti anche Grasso e Giarrusso

La maggioranza abbandona nuovamente la Giunta per le immunità del Senato, che deve pronunciarsi sull’autorizzazione a procedere nei confronti di Matteo Salvini, accusato dal Tribunale dei ministri di Catania di sequestro di persona per il blocco, la scorsa estate, dei migranti a bordo della nave Gregoretti.

I senatori di maggioranza hanno criticato il presidente Maurizio Gasparri, che ha deciso di a mettere ai voti alcune istanze istruttorie senza che fossero presenti tutti i senatori. Le richieste erano state presentate già nei giorni scorsi, mirate ad acquisire nuovi documenti sullo stato di salute dei migranti a bordo della nave della guardia costiera italiana.

Movimento 5 Stelle, Partito Democratico e Italia Viva hanno lasciato la seduta prima del voto, contestando che sarebbe avvenuto in assenza di Pietro Grasso e Michele Mario Giarrusso, impegnati all’estero con la commissione Antimafia.

«Hanno respinto le nostre istanze istruttorie. Non vogliono far emergere che a bordo della nave Gregoretti si stava scatenando una epidemia di malattie infettive», ha affermato Mattia Crucioli (M5s) lasciando la Giunta. «Incredibilmente quel che non era stato messo in votazione il 9 viene messo in votazione oggi quando mancano due membri della Giunta», ha aggiunto Anna Rossomando del Pd.

«Il presidente dovrebbe essere il garante della serenità dei lavori – ha continuato Rossomando – e del raggiungimento di un convincimento pieno, libero e consapevole di tutti i singoli componenti della Giunta». Anche Italia Viva ha attaccato il presidente: «Avendo perso ogni forma di imparzialità – ha sostenuto Francesco Bonifazi – ha deciso di metterle ai voti sapendo che sarebbero state respinte. A queste condizioni reputiamo che la discussione non possa continuare».

La possibilità del rinvio

Intanto, aumentano le possibilità che ci sia un rinvio del voto della Giunta a dopo le Regionali del 26 gennaio. Sulla questione dovrà esprimersi domani, 15 gennaio, e il timore dei leghisti è che, dal momento che quest’organo non riuscirà ad assumere una decisione all’unanimità, l’ultima parola dovrà essere affidata all’Aula in Senato. In Aula, infatti, Pd, M5s, Iv e Leu hanno i numeri per rinviare il voto che il segretario leghista vorrebbe invece mantenere il 20 gennaio – come da calendario iniziale.

«Una maggioranza senza coraggio e senza serietà pretende di ammettere delle integrazioni al caso Gregoretti senza votare, integrazioni che hanno l’evidente scopo di prendere tempo», ha lamentato l’ex ministra leghista Erika Stefani. «Non hanno consenso nel Paese e neppure nella giunta per le immunità. Non potranno scappare per sempre dal giudizio degli elettori», ha attaccato.

La maggioranza sarebbe favorevole a un rinvio della decisione per allontanare l’esito dalla scadenza elettorale del voto regionale. Il timore è che Salvini, soprattutto in Emilia Romagna, possa “cavalcare” un eventuale via libera della Giunta al processo contro di lui, e cercare di apparire come una “vittima” agli occhi dell’opinione pubblica.

«Si parla di un reato gravissimo, noi vogliamo un pronunciamento immediato della giunta», argomentano i leghisti vicini a Salvini. «Si rispettino tempi, senza rinvii. La decisione della giunta non è un nodo politico ma giudiziario, noi lo sleghiamo dalla normale tempistica dei lavori parlamentari».

Il riferimento è alla sospensione dei normali lavori parlamentari, dal 20 al 24, decisa dal Senato negli ultimi giorni di campagna elettorale e alla quale la maggioranza Pd-M5s si appella per chiedere il rinvio del voto della giunta. 

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