Emilia Romagna, il video social di Salvini per deridere una sardina. Ma il giovane è dislessico

«Guardate la carica e la grinta che avevano pesciolini e sinistri poco fa a San Pietro in Casale. Se pensano di fermarci così… abbiamo già vinto!», scrive Salvini. Il 21enne intende querelarlo

Matteo Salvini, in campagna elettorale in Emilia-Romagna per conto di Lucia Borgonzoni (nella Regione si vota il 26 gennaio per eleggere il nuovo governatore), inciampa in una gaffe dopo aver preso in giro sulla sua pagina Facebook un ragazzo che in seguito si è rivelato essere dislessico.

Il video

Siamo a San Pietro in Casale, una cittadina in Emilia-Romagna di circa 12mila abitanti. Le Sardine si sono organizzate anche qui e, in occasione di una visita del leader della Lega, scendono in piazza, armati di libri. Sul palco sale un ragazzo di 21 anni, Sergio Echamanov.

Nel suo discorso esalta il potere dei libri di «renderci liberi», e la necessità di emanciparsi non dal governatore Stefano Bonaccini (candidato del centrosinistra) e dalla sua amministrazione che «ha portato la migliore sanità in Emilia-Romagna», ma mostrarsi invece «liberi dall’odio e dalle manifestazioni antisemite che si sentono dal partito qui a fianco», un riferimento chiaro alla Lega di Matteo Salvini.

Tra una frase e l’altra, il ragazzo esita per qualche istante. La macchina social di Salvini non esita però a evidenziare il momento, con tanto di “zoom” sul suo volto. Il commento a corredo rincara la dose di ironia: «Guardate la carica e la grinta che avevano pesciolini e sinistri poco fa a San Pietro in Casale. Se pensano di fermarci così… abbiamo già vinto!».

Il ragazzo, in un’intervista, ha dichiarato di essere «orgoglioso del proprio imbarazzo». Ha deciso, però, di denunciare l’ex ministro dell’Interno: Echamanov, rappresentante porta a porta, teme che il video postato sui social di Salvini possa procurargli qualche svantaggio sul lavoro.

L’affondo di Zingaretti

Il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, ha preso pubblicamente le difese del ragazzo, denunciando quella che, secondo lui, è una deriva alle cui radici ci sono «odio e intolleranza».

Niente gaffe, niente errore “umano” dunque: per il segretario dem, semplicemente, «non c’è maggior violenza che prendere in giro una persona per quello che è o che esprime».

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