Rissa nella maggioranza, il doppio fronte di Renzi tra governo e Regionali: Italia viva punta al voto con suoi candidati

I renziani sul piede di guerra per il voto in primavera in Regioni come Puglia, Marche e Campania. E anche in Calabria l’appoggio al candidato del Pd torna in discussione

Lo strappo più evidente tra Italia viva di Matteo Renzi e il resto della maggioranza giallo-rossa si è consumato ieri, 15 gennaio, in Commissione Giustizia alla Camera sull’assalto mancato alla riforma di Bonafede sullo stop alla prescrizione. Ma è sulle Regionali che si stanno consumando le guerriglie più sfibranti per la coalizione di governo, con i renziani decisi a non appoggiare i candidati Pd in Puglia, Campania e probabilmente anche in Calabria.

In Commissione Giustizia alla Camera, la maggioranza ha bocciato la proposta di legge del forzista Enrico Costa che avrebbe stravolto il provvedimento del ministro grillino sulla prescrizione. I renziani hanno votato con il centrodestra, facendo ripartire la girandola di accuse reciproche che da settimane emergono tra i due fronti interni alla maggioranza. Da un lato i dem che accusano Italia viva di fare il gioco della destra, dall’altro i renziani che rinfacciano gli ex compagni di partito di essersi messi a rimorchio del M5s: «Il nuovo Pd si sta spostando su una linea di maggiore contiguità con i grillini – rintuzza Renzi ieri sera a Porta a porta su Rai1 – Una grande alleanza da D’Alema a Toninelli? Mi sento male solo a pensarci».

Ma è sul voto delle Regionali che arrivano i colpi bassi. Se almeno in Emilia-Romagna tiene il patto tutto personale tra Renzi e il candidato governatore Stefano Bonaccini, in Calabria l’accordo su Pippo Callipo sembra tornato in discussione. I renziani locali non avrebbero intenzione di appoggiare l’imprenditore, per quanto lo stesso Renzi dallo studio di Bruno Vespa abbia smorzato i toni: «Se io fossi calabrese tra Callipo e Iole Santelli, voterei Callipo. Chiusa la discussione».

Discussione tutta riaperta invece in Puglia, dove le primarie del centrosinistra hanno indicato il presidente uscente Michele Emiliano come prossimo candidato e i renziani che si sono messi già alla ricerca di un candidato autonomo, di fatto per impedire l’elezione di Emiliano. La scelta potrebbe cadere su Marcello Vernola, già presidente della provincia di Bari ai tempi dell’Ulivo.

In Campania il sostegno di Italia viva a Vincenzo De Luca è tutt’altro che scontato, anzi. I renziani non avrebbero nessuna intenzione di sostenerlo, al punto che il Pd pur di non perdere la Regione potrebbe valutare un accordo con il M5s in appoggio al ministro dell’Ambiente grillino Sergio Costa. E non va meglio nelle Marche, dove l’uscente Luca Ceriscioli non ha ancora incassato la piena fiducia di un pezzo di Pd per riproporsi, né tantomeno quella dei renziani, più tentati dalla sindaca di Ancona, Valeria Mancinelli.

Schermaglie che inevitabilmente andranno a ripercuotersi sul governo, che aspetta la fine di gennaio per dare il via alla verifica voluta da Giuseppe Conte. In un’intervista Renzi ha rimesso in discussione il destino dell’esecutivo, se terrà «lo vedremo dopo la verifica».

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